Claudio Scarpino: il 3° libro dei “Racconti del calzolaio – Via Cicerone”

0
443

Dalla prima serie della raccolta ”I Racconti del Calzolaio”, dello scrittore Claudio Scarpino, esce il terzo e nuovo romanzo “Via Cicerone”. L’autore, intervistato, risponde ad alcune domande sul nuovo libro.

L’autore: Caudio Scarpino

Traendo ispirazione, da soggetti esistenti e da chi conosce, nella vita quotidiana e attraverso la stessa logica, di informatico, lo scrittore analizza vari intrecci. Creando un giallo-poliziesco di grande realismo come negli eventi quotidiani della cronaca.

Domanda: Dal primo romanzo ad oggi cosa è cambiato nei suoi personaggi?

Autore: Vorrei precisare, innanzitutto che questo è il terzo romanzo, che segue il primo, “Via Crescenzo “ del 2020. Sempre in collegamento al secondo del 2021, “Via Tacito”. Diciamo, che ho sempre spiegato, questa particolarità, ovvero che i personaggi del libro sono tutti miei amici. Per esempio in questo ultimo, il fatto avviene in una libreria, e alcuni miei amici hanno appunto una libreria. E infatti, si sono subito riconosciuti, perché citati con il loro nome e un cognome molto simile e quindi sono chiaramente riconoscibili da loro stessi ma anche dai loro amici o parenti. Quindi non c’è un vero e proprio cambiamento. Ma sempre un filo conduttore, che nei miei romanzi è parte del mio quotidiano.

Domanda: Parlando dei personaggi, emergono due figure costanti che sono il Calzolaio e l’Ispettore Capo. Come si intrecciano e quali sono i punti chiave del loro rapporto?

Autore: Si, questi personaggi sono stati creati appositamente, per portare in risalto un’amicizia. Nata fin dal primo romanzo. In principio come una semplice conoscenza. Poi man man si sviluppa un vero e proprio rapporto profondo, fatto di consuetudini e confronto. L’Ispettore capo, che tiene molto alla sua carica, rimarcando il suo ruolo nella polizia. Quando poi è in commissariato, propone le sue idee dedotte tra i dialoghi del Calzolaio. Ma senza elevare nessun merito su di sè.

Domanda: Qui emerge il senso dell’amicizia come una cosa sacra, quindi, non c’è rivalità di primeggiare?

Autore: Si, è così! Lo dimostra anche il fatto che in un caso in cui il Calzolaio aiuta l’Ispettore Capo, il primo rifiuta un compenso in denaro. A conclusione dei casi sigillano la loro amicizia e come segno di ringraziamento, con una bottiglia di vino. Per l’Ispettore Capo, mi sono ispirato a un mio amico che faceva il poliziotto nel Quartiere Rione Prati. Mentre per la parte del Calzolaio, ho dato l’aspetto del mio calzolaio personale. Poi scrivendo, ho capito, che il calzolaio, sono io. Il mio ragionare, da informatico quale sono. Ma fin da giovane età ho sempre apprezzato l’analisi e seguito i genere poliziesco. Poi c’è la poliziotta al fianco dell’Ispettore Capo ( Valentina Rinaldi ) che ha la particolarità di parlare in romanesco, ripresa spesso dall’Ispettore Capo Cosentino, per la parlata. E’ l’unico personaggio, che non conosco di persona, ma esistente e che lavora in televisione. Lei lo sa, perchè poi ci siamo sentiti, ma naturalmente ho cambiato il nome, e so che è piaciuta molto.

Domanda: Claudio Scarpino, hai altri progetti o un seguito della serie, per il futuro?

Autore: Si! Il mio progetto è quello di fare una serie di romanzi, dove ogni storia è un unico racconto che si conclude e non rimane nulla in sospeso. Ma che comunque segue un filo costante. Con una cadenza annuale, che è nata casualmente ma che collima con i miei obbiettivi.

Il primo libro della serie: “Via Crescenzio” di Claudio Scarpino

Domanda: Quali sono i temi che emergono nell’opera?

Autore: I punti chiave, sono: l’amicizia, la logica e la suspense. Il mio intento nel creare personaggi, e fare qualcosa di diverso. Ad esempio, c’è il Calzolaio. Conoscendo la storia del mio cognome “Scarpino” che deriva da un calzolaio spagnolo del ‘600, mi ha ispirato crearlo. Non di meno, l’attività che svolge, faticosa e umile.

Domanda: Tra il suo essere un’informatico, quindi logica e precisione e lo scrittore, fantasia e arte, come convivono questi due aspetti?

Autore: La logica mi è consona per quello che faccio quotidianamente. Anche se anch’essa è un’arte, chi è programmatore lo sa, quello che c’è dietro, è molto di più. Per quanto riguardo le storie; io, durante i mesi, diciamo da maggio a dicembre, mentre preparo il libro, prendo appunti, osservo per avere l’ispirazione da ciò che mi capita nella vita. Poi man mano che procedo si compone il racconto.

Domanda: Claudio Scarpino, quanto c’è nel suo scrivere della società attuale?

Autore: Bè, si c’è tanto! Perchè sono tutte storie che possono accadere tutti i giorni. Nel primo libro, appunto, la morte di due persone che cadono dall’ultimo piano. Nel secondo c’è una rapina in una gioielleria e nel terzo l’omicidio in una libreria. Racconto la vita così com’è, niente di fantascientifico!

Domanda: Qual’è il lettore “tipico” a cui si rivolge?

Autore: Per quanto riguarda i contenuti, volutamente non sono entrato in particolari tecnici, ricerche scientifiche o termini legali troppo stretti, riguardanti la magistratura. Non solo perché non ne ho le competenze ma per mantenere uno stile abbastanza leggero e coinvolgere più persone. Indipendentemente dall’età, dal ragazzo di 15 anni al pensionato di 80, ognuno può immergersi nella lettura del romanzo e trarne piacere. E’ un gioco di logica. Ci sono tanti sospetti, ma solo alla fine si trova il responsabile, che nessuno si aspetta!

Domanda: Se dovesse dire 3 aggettivi, su di lei come scrittore, quali sarebbero?

Autore: Nel mio essere rimango sempre me stesso anche quando scrivo, ma ci sono parti di me che vengono trasportate, in particolare modo nel calzolaio. Soprattutto quando fa le deduzioni o analizza. Forse racconto la storia un pò come colui che la vive. C’è il mio riconoscibile modo di fare battute, che per chi mi conosce, mi contraddistingue e in ciò che esce fuori è la mia persona. Poi la costanza per scoprire il colpevole ma anche la con semplicità e leggerezza.

Sinossi: “Racconti del calzolaio – Via Cicerone” di Claudio Scarpino

Non parlava italiano, era molto cordiale, educato, amichevole. Un uomo acculturato, che passava le ore nella sua libreria di fiducia in Via Cicerone, a leggere seduto in fondo al negozio. I suoi preferiti erano i libri di medicina. Eppure è stato trovato morto, proprio nel bagno della libreria. Sgozzato da una mano mancina. A rinvenire il cadavere è la minuta donna delle pulizie, che apre la serranda e svela così il misfatto. Chiamato a indagare sul caso è l’ispettore capo Cosentino e la sua partner Valentina Rinaldi, coppia dall’ingegno formidabile che non riesce però a trovare la pista giusta da seguire. Come sempre, sono i suggerimenti sussurrati dall’amico calzolaio di Cosentino a fornire uno sguardo diverso, più ingenuo ma geniale, al caso. Personaggio presente e assente, è sua la voce più importante del romanzo, che imbocca e guida le fila dell’indagine.

Biografia: Claudio Scarpino

E’ nato nel quartiere di Centocelle a Roma nel 1956. Diplomato al liceo scientifico e, dopo un corso alla regione Lazio come analista-programmatore, inizia a lavorare nel campo dell’informatica interrompendo gli studi ingegneria. Nel 1984 vince un concorso come programmatore al Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove lavora tuttora. A causa di un infortunio, dovendo restare a casa per diversi mesi, nel 1996 inizia a scrivere prima racconti sulla sua gioventù e poi commedie, ma mai pubblicati. Poi nel 2017 si dedica alla sua grande passione iniziando a scrivere un romanzo poliziesco incentrato sull’amicizia fra un poliziotto e un calzolaio. “Sono riuscito a pubblicarlo nel 2020 e sono riuscito a farne una serie, incentrata su questi due personaggi che, come tutti i protagonisti del libro, hanno qualcosa a che fare con la mia vita privata, luoghi e persone conosciute o persone che hanno il nome di qualcuno che ho conosciuto”, afferma Scarpino.

Per Informazioni: [email protected]