Claretta Petacci e quella morte condivisa con «l’amato Ben»

Claretta Petacci morì il 28 aprile 1945 insieme a Benito Mussolini. I due furono catturati e fucilati pochissimi giorni dopo l’insurrezione nazionale proclamata dai CLN d'Italia

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Claretta Petacci

Claretta Petacci: da ammiratrice ad amante di Benito Mussolini. Con il duce condivise anche la morte: i due furono uccisi il 28 aprile 1945 dai partigiani e i loro corpi furono esposti a piazzale Loreto; nello stesso luogo, il 10 agosto del 1944, i fascisti avevano fucilato 15 ribelli della Resistenza.

Claretta Petacci e Mussolini: il primo incontro

Clarice Petacci, conosciuta come Clara o Claretta Petacci, fu la figlia di Francesco Saverio Petacci, medico dei Sacri Palazzi apostolici, nel Vaticano. Claretta Petacci, come tante altre fanciulle del suo tempo, ammirava il duce. Scriveva per il “suo eroe” lettere e poesie d’amore. La Petacci, ventenne e promessa sposa di Riccardo Federici, incontrò per la prima volta Mussolini, lungo la via del Mare che da Roma va al Lido di Ostia, nel 1932. La giovane donna si trovava su un’automobile insieme al futuro sposo; all’improvviso, la vettura dei fidanzati fu sorpassata dall’Alfa 6C 1750 del duce. La fanciulla ordinò al suo autista di accelerare e raggiungere l’Alfa; il dittatore rallentò e si accostò ai bordi della strada che affacciava sul mare e accolse le presentazioni della giovane donna.

Claretta: da ammiratrice ad amante del duce

Claretta si presentò a Mussolini dicendogli delle lettere e delle poesie scritte per lui. Il duce finse di ricordare e le rivolse l’invito per un’udienza a Palazzo Venezia per discutere intorno agli scritti della giovane ammiratrice. Le udienze a Palazzo Venezia divennero sempre più frequenti e si trasformarono presto in pretesti per incontri amorosi. Claretta nel 1936 si separò dal Federici in nome del suo unico grande amore: il duce.

La relazione “clandestina”

Il rapporto tra i due amanti fu un rapporto “clandestino”: il capo dei fascisti non solo era già sposato con Rachele Guidi ma aveva alle spalle altre relazioni “clandestine” eppure Claretta Petacci fu l’ultima donna della sua vita. Diversi gerarchi del fascismo, intimoriti dalle accuse di scandalo e corruzione al regime, disprezzarono la relazione dei due; per la famiglia Petacci invece quella relazione fu vista con entusiamo. Claretta Petacci trascorreva le sue giornate da fidanzata del duce a Palazzo Venezia, lo attendeva con libri e musica e a volte lo accompagnava nei viaggi.

Claretta Petacci

Gli ultimi anni di Claretta Petacci

Alla caduta del fascismo, 25 luglio 1943, Claretta Petacci fu arrestata ma liberata dopo pochi mesi. Dopo la prigionia, la giovane si trasferì in una villa a Gardone, poco distante dalla residenza di Mussolini e dalla sede del governo repubblicano a Salò. Nel 1945, il duce, ormai ex-duce, si trasferì a Milano e Claretta, senza alcuna esitazione, lo raggiunse. Ma il 27 aprile 1945, la giovane donna fu bloccata a Dongo dalla formazione partigiana 52° Brigata Garibaldi. Nella stessa giornata i partigiani catturarono anche il dittatore fascista. Il giorno seguente, il 28 aprile 1945, Mussolini e la Petacci furono fucilati.

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