Cittadella di Qaitbay rischia di essere inondata

Stanziati 13 milioni $ per preservarla dai danni provocati dai cambiamenti climatici. Anche le Piramidi e la Sfinge potrebbero sparire

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Il Governo egiziano deve prendere delle decisioni sulla conservazione del patrimonio archeologico minacciato dai cambiamenti climatici. Infatti, c’è la possibilità che i monumenti più importanti, la Sfinge, le Piramidi di Giza spariscano, distrutti da disastri naturali provocati dall’innalzamento delle temperature e del livello del mare. Anche la Cittadella di Qaitbay a Alessandria è a rischio.


Egitto: mari, deserti ed il fascino delle piramidi


Le autorità hanno preso dei provvedimenti per risolvere il problema alla Cittadella Qaitbay a Alessandria?

Hanno avviato quest’anno la strategia nazionale sui cambiamenti climatici che finanzia progetti sostenibili. Infatti, il vertice Onu Cop27 che si è svolto a novembre in Egitto riguardava proprio la questione dei danni provocati dal riscaldamento globale. In ballo ci sono centinaia di miliardi di dollari all’anno di danni sopportati da diversi Stati più esposti ai disastri climatici sempre più frequenti. I fondi sono stanziati per mitigare inondazioni, siccità, innalzamento degli oceani provocati dalle emissioni dei Paesi più industrializzati. Quindi 13 milioni $ sono saranno utilizzati per preservare la Cittadella di Qaitbay dall’aumento del livello del mare. Le decisioni più importanti saranno prese nel 2024.

Cittadella Qaitbay a Alessandria

Alessandria d’Egitto è pertanto uno dei siti che corre il maggior rischio di danni naturali. Fondata dal condottiero macedone, potrebbe essere sommersa tra 30 anni. La fortezza di Qaitbay risale invece al 1477 e è opera del Sultano mamelucco Al-Ashraf Abu Al-Nasr. La struttura difensiva è realizzata sulle rovine del faro simbolo della città.

L’Egitto e l’innalzamento del mare

Il patrimonio storico più rappresentativo del paese potrebbe quindi sparire nei prossimi decenni. Polvere del deserto portata dalle tempeste provoca la corrosione dei monumenti e delle statue e i templi della Valle dei Re mostrano usura dall’umidità. Molti siti inoltre, si trovano in depressioni e quindi anche con le piene del Nilo hanno problemi. L’intervento è necessario.