Quali sono le città più costose del mondo?

Una ricerca ha stabilito quali sono le città più costose e quali le più economiche del mondo.

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L’Economist Intelligence Unit ha creatoko una graduatoria delle città più costose di tutto il mondo. Nella ricerca si è valutato anche l’impatto che l’epidemia ha avuto e alcune città sono state svalutate molto post-Covid.

Le città più costose al mondo: quali sono?

La classifica è stata stilata dall’Economist Intelligence Unit (EIU) nell’ambito del suo sondaggio sul costo della vita mondiale 2020. Lo studio è stato condotto due volte nell’arco dello stesso anno per poter valutare l’impatto del Covid-19 sui prezzi e sui redditi globali. I ricercatori hanno esaminato i prezzi di 138 prodotti e servizi in circa 130 città in tutto il mondo per poter comporre la classifica delle città più costose. Risultato: Hong Kong, Parigi e Zurigo sono le città più care al mondo, mentre la capitale siriana Damasco, dilaniata dalla guerra, è la più economica. Altre città costose sono risultate essere Los Angeles, Osaka, Tel Aviv, New York e Singapore. Le città più economiche a livello globale sono Tashkent, Lusaka, Caracas e Almaty.

Variazioni nella graduatoria delle città più costose del mondo

L’EIU afferma che Parigi e Zurigo sono entrambe risalite al primo posto. Erano infatti al quinto posto a pari merito a causa dell’aumento dell’euro e del franco svizzero rispetto al dollaro USA. Un altro fattore intervenuto è stato il calo comparativo del costo della vita nelle due città asiatiche che prima erano in cima alla classifica. Queste due città erano Singapore e Osaka, che scendono rispettivamente al quarto e quinto posto, con Osaka che si allinea a Tel Aviv. Secondo lo studio, i prezzi a Singapore sono diminuiti poiché la pandemia ha portato ad un esodo di lavoratori stranieri. “Con la contrazione della popolazione complessiva della città-stato per la prima volta dal 2003, la domanda è diminuita e la deflazione è iniziata. Osaka ha assistito a tendenze simili, con i prezzi al consumo stagnanti e il governo giapponese che ha sovvenzionato i costi come i trasporti pubblici”.

Quali città occupano le altre posizioni nella classifica?

Al settimo posto si trova Ginevra, insieme a New York – la città su cui viene confrontato l’indice – che ha perso un posto. Al nono posto ci sono Copenaghen e Los Angeles, che perde un posto. Londra sale di tre posizioni al ventesimo posto, mentre Manchester balza al 46° posto dal 51° all’inizio dell’anno. Tra le città australiane Sydney è quella più alta, al 15° posto. Il più grande balzo nella classifica è quello di Teheran, che salta di 27 posizioni con le sanzioni statunitensi, che hanno interrotto la fornitura di beni. Ai piedi della lista, unendo Damasco e Tashkent tra le città più economiche ci sono Lusaka in Zambia e la capitale venezuelana, Caracas.

Quali categorie del mercato hanno subito maggiori variazioni?

L’EIU rileva che la pandemia ha “influenzato le abitudini di spesa in tutto il mondo, con i prezzi dei beni essenziali che si sono rivelati più resistenti di quelli ritenuti non essenziali. Tuttavia, questo si traduce in prezzi di prodotti di base, come caffè, formaggio, riso e succo d’arancia, che rimangono stabili e non necessariamente in aumento. L’abbigliamento è l’unica categoria a registrare un calo medio dell’indice. L’elettronica di consumo (classificata come ricreazione) ha visto il maggiore aumento. Questo particolare aumento può essere attribuito alla carenza di produzione e all’aumento della domanda quando le persone si sono trasferite a lavorare da casa”.

La pandemia ha influenzato i prezzi e la classifica delle città più costose del mondo

Upasana Dutt, al vertice del reparto costo della vita mondiale presso l’Economist Intelligence Unit, ha dichiarato: “La pandemia ha causato l’indebolimento del dollaro Usa, mentre le valute dell’Europa occidentale e dell’Asia settentrionale si sono rafforzate contro di esso, il che a sua volta ha spostato i prezzi delle merci e dei servizi“. La pandemia ha trasformato il comportamento dei consumatori, poiché i blocchi e le tendenze, come il lavoro da casa, hanno aumentato i prezzi dell’elettronica di consumo e i kit per i pasti a casa hanno preso il posto dei pasti al ristorante per le famiglie della classe media.

Ecco cosa dobbiamo aspettarci per il futuro

Molto dipenderà dal corso della pandemia, ma possiamo aspettarci che molte delle tendenze dei prezzi di cui sopra continueranno nel 2021. E’ infatti improbabile che l’economia globale torni ai livelli pre-pandemici prima del 2022. “Molti consumatori attenti al prezzo daranno priorità alla spesa per i prodotti di base, l’intrattenimento domestico e un accesso più veloce ad Internet. Gli articoli di grandi dimensioni, così come l’abbigliamento e le attività ricreative fuori casa, continueranno a lottare”. Questo è ciò che emerge dalle ricerche EIU.


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