Citroen 2CV: au Salon de Paris la “Toute Petite Voiture”

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Nel 1948, la “Citroen 2CV” arriva per la prima volta al Salone di Parigi, nella sua unicità. Di fatto, il modello automobilistico rappresenta un simbolo storico, il cui progetto inizia fin dal 1936. Inoltre, Citroen 2CV nasce con il nome in codice “T.P.V.”, dal significato di una vettura affidabile, economica e dalle linee semplici.

Citroen 2CV: un peu d’histoire

In realtà, l’idea di Citroen 2CV nasce con l’intenzione di creare un modello di vettura, che soddisfa le esigenze di diverse categorie di automobilisti. A fronte di ciò, l’automobile nasce principalmente per le necessità extraurbane. Allorché, ecco una dichiarazione del capitolato dei progettisti: “Trasportare una coppia di contadini, un barilotto di vino o cinquanta chili di patate ed un paniere di uova attraverso un campo arato, senza romperne uno”.

Citroen 2CV: sans estéthique, seulement fonctionnelle

Il direttore generale esprime ai produttori che la vettura non ha l’intenzione di catturare il consenso estetico, piuttosto deve risultare funzionale e razionale. Tuttavia, nel dopoguerra Flaminio Bertoni (stilista) disegna la “DS19”, cioè regala all’auto dei miglioramenti nell’aspetto, con equilibrio e simpatia. In seguito, il pubblico apprezza il modello di automobile dal nuovo design e consegue il successo della vettura.

Citroen 2CV, Paris 1948: la présentation de la voiture

Il 6 ottobre del 1948, l’azienda di produzione organizza la presentazione dell’auto, presso il Salone dell’Auto di Parigi. A fronte di ciò, il direttore fino al giorno prima dell’inaugurazione del modello nega in conferenza stampa, l’evento del giorno dopo. Allorché, durante l’inizio della manifestazione, il marchio svela al pubblico la nascita di “Citroen 2CV”, per la prima volta. A ragion per cui, lo stupore del pubblico denota una certa incredulità sul modello, che osserva con curiosità, sconcerto ed interesse sulla trazione anteriore. Tuttavia, la macchina presenta un ampio spazio interno, per l’assenza del tunnel di trasmissione e l’altezza della capote.

Mieux que la “Traction Avant”

Oltre all’evidenza dello spazio, che la macchina presenta al suo interno risulta anche più comfort, rispetto al modello della “Traction”. Inoltre, “2CV” presenta la morbidezza nelle sospensioni ed un motore talmente economico, dai consumi di tre litri di benzina ogni cento chilometri. A fronte di ciò, la capote risulta in tela, con la possibilità del trasporto di scale a pioli.

En France la méfiance de la presse

In seguito all’inaugurazione della vettura francese, la stampa rimane scettica sul successo del modello automobilistico. Al contrario, il pubblico premia la “2CV”, che ottiene numerose vendite ed il consenso del pubblico. Il 27 luglio 1990, la vettura bicilindrica Citroën conclude la produzione, con l’ultimo modello “2CV6 Charleston”.

La voiture des champs

Dopo quarantuno anni, termina la produzione della macchina utilitaria francese, simbolo delle campagne, la cui popolarità totalizza 5,1 milioni di esemplari. Inoltre, il progetto “2CV” inizia a metà degli anni trenta, con l’avvio nel 1939. Tuttavia, solo con l’inaugurazione al Salone dell’Auto di Parigi, la casa francese presenta nel 1948, la versione evoluta. Di fatto, la macchina dispone di un motore a due cilindri a raffreddamento ad aria, con una cilindrata iniziale di 375 cm³. Oltretutto la “2CV” presenta un cambio a quattro velocità, che negli anni aumenta di potenza.

2CV6 del 1970

Nel 1970, la Citroen 2CV6 con il motore nuovo di 602 cm³, all’inizio presenta 28 CV, mentre a fine carriera risulta con una velocità massima, di 113 km/h. Nel 1951, nasce la versione commerciale, dal nome “Fourgonnette”. Durante gli anni settanta, la casa produttrice francese crea diversi spots, in cui la carrozzeria evidenzia una tinta “orange teneré”, con un motore di 435cc. Tuttavia, negli anni ottanta arriva il modello “2CV Charleston”, che omaggia gli “anni folli di Parigi”. A fronte di ciò, lo stile retrò esalta i colori del giallo, nero, bordeaux e nero.

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