Circolazione auto storiche: accolto ricorso ASI su divieto

Il ricorso dell'Automotoclub Storico Italiano in merito all'annullamente del divieto di circolazione per le vetture storiche è stato accolto dal Presidente della Repubblica.

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Accolto ricorso ASI su divieto circolazione vetture storiche.

L’Automotoclub Storico Italiano ha ottenuto un’importante vittoria in merito al suo impegno per l’annullamento dei decreti e delle delibere regionali di Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino sui divieti di circolazione auto storiche. Di recente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto il ricorso che era stato presentato proprio dall’ASI.

Il comunicato dell’ASI

L’ASI ha diramato un comunicato ufficiale con il quale ha spiegato nel dettaglio l’accaduto. Ecco il testo: “Tale istanza era stata presentata a fine 2019 e già nei mesi successivi le istituzioni piemontesi avevano recepito le motivazioni della Federazione varando la Legge Regionale del Piemonte 27/2020 per la ‘Valorizzazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico’. Il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’Assessore all’Ambiente Matteo Marnati avevano dimostrato sensibilità e buon senso incoraggiando e sostenendo la stesura della legge e il recente parere del Consiglio di Stato – quale organo giurisdizionale e massimo giudice speciale amministrativo – ha ulteriormente avallato in maniera inconfutabile le motivazioni dimostrate dall’Automotoclub Storico Italiano portando il Presidente della Repubblica ad accogliere il ricorso”.

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Perché il divieto di circolazione auto storiche manca di proporzionalità?

La motivazione sulla quale l’ASI ha fatto leva per chiedere l’annullamento del divieto circolazione auto storiche parte dal presupposto che quelle certificate circolanti sono in numero ridotto. Dunque verrebbe a cadere il principio di proporzionalità e adeguatezza. Del resto, l’uso limitato di queste vetture rende esigua la quantità di emissioni nocive rilasciate. Il problema, semmai, sussiste nella lentezza con cui sta avvenendo il rinnovamento del parco automobili degli italiani. Al contrario, le storiche certificate hanno un chilometraggio decisamente basso. L’Automotoclub Storico Italiano nel suo ricorso ha messo in evidenza presunte violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea in merito alla libera circolazione e alla tutela dei valori storico-culturali. Il Consiglio di Stato ha accettato anche queste motivazioni, sottolineando che: “I veicoli forniti di Certificato di Rilevanza Storica avrebbero meritato una regolamentazione differenziata”.