Ciotola romana di Nimega conferma contatti coll’impero

Il ritrovamento fornisce ulteriori informazioni sull'abitato dei Paesi bassi e il suo sviluppo

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sepolture romane nel maceratese
Scoperte alcune tombe romane a San Severino Marche (immagine di JamesDeMers da Pixabay)

Rinvenuta in buone condizioni la ciotola romana di Nimega, antica città dei Paesi bassi. Il reperto del II secolo anni potrebbe essere prodotto in laboratori del vetro di Colonia e Xanten o provenire dall’Italia.


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Quali sono le caratteristiche della ciotola romana di Nimega?

Il contenitore in vetro sta nel palmo di una mano e ha una decorazione con nervature esterne che creano movimento. Il bordo è liscio e il reperto non presenta alcuna scheggiatura o segno di deterioramento. Il colore della ciotola è blu, ottenuto con l’uso dell’ossido di metallo. L’archeologo Pepjin van de Geer ha notato che l’ornamento è realizzato quando il silicio era ancora liquido, colato all’interno di uno stampo dove si è indurito.

Nimega municipium romano

Il centro è inizialmente un castrum romano costruito in età augustea, un avamposto a difesa del fiume Waal e della valle del Reno. Poi i Batavi distruggono l’accampamento e il villaggio che ha il nome degli abitanti locali. I miliziani fermano la rivolta e riallestiscono la base, stanziando la Legio X Gemina. Si forma così l’abitato di Nimega che nel 98 diventa un municipium romano.

L’area dello scavo

La zona della scoperta archeologica era in passato una fattoria o una dimora di campagna. Infatti, lo scavo ha portato alla luce i resti in legno di un edificio rurale che faceva parte dell’insediamento di I e II secolo.

Il ritrovamento della ciotola romana di Nimega

La ciotola romana conferma che le genti locali hanno intrattenuto rapporti coi romani. Potrebbero aver scambiato gli oggetti in vetro con le pelli oppure prestato servizio nell’esercito. Infatti, nei territori dell’impero i romani permettono agli stranieri di diventare soldati, pagandoli con manufatti. Lo scavo ha portato alla luce tombe romane, bigiotteria, stoviglie e gioielli e tracce di costruzione. I materiali consentono quindi agli archeologi di realizzare una mappa dell’insediamento.