Cinque Terre: il Parco Nazionale e l’Area Marina protetta

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Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è area protetta, e non ha certo smesso di esserlo nel difficile anno appena terminato. Facciamo due passi in questo luogo incantevole.

Cinque Terre e Parco Nazionale: quali sono state le azioni compiute?

Il Parco Nazionale non ha mai smesso di lavorare per proteggere la natura e valorizzare il territorio, anche promuovendo attività economiche sostenibili. Per incentivare un turismo ancora più responsabile e offrire al territorio servizi sempre più efficienti” queste le parole dell’Ente Parco. “La visita del ministro dell’ambiente, Sergio Costa, a metà settembre 2020, si è dimostrata in quest’ottica un segnale forte di vicinanza e sostegno alle Cinque Terre. Ed è avvenuta proprio in un momento storico così complicato, dove le sfide sono diventate più complesse. Proprio quest’urgenza però offre all’Ente l’opportunità di guardare all’ambiente con una prospettica diversa rispetto a prima“. Quindi, tirando le somme, gli ambiti di azione del Parco sono tre. Conservazione e salvaguardia dell’ecosistema dell’area marina protetta; Agricoltura e sentieri; Natura e sostenibilità. I progetti in questo senso sono tantissimi, ma vediamoli più nel dettaglio.

Il mare delle Cinque Terre e la salvaguardia della biodiversità

Ci sono diversi progetti portati a compimento lo scorso anno, con la collaborazione del programma marittimo It-Fr. Uno è sicuramente GIREPAM, con l’obiettivo di elaborare una strategia condivisa di gestione delle reti ecologiche costiere. Un altro è MAREGOT, che tratta della prevenzione e gestione dei rischi dell’erosione costiera. Ma non solo: possiamo citare il programma Life, Progetto ROC POP Life e ReLIFE.

ROC POP e ReLIFE

Il progetto ROC si pone come traguardo lo stato ecologico dei siti natura 2020, mediante la riforestazione dell’alga bruna Cystosteira in Cinque Terre e a Miramare. Al momento, le piastrelle che reggono le piante giovani sono 130, e a posizionarle sono stati i ricercatori dell’Università di Genova. I risultati sono incoraggianti. Il progetto ReLIFE invece vorrebbe reintrodurre la Patella Ferruginea, una specie a rischio estinzione nel Mediterraneo. Nell’ottobre dello scorso anno, sempre i ricercatori di Genova sono riusciti a farle riprodurre con metodi non invasivi. Inoltre, nel corso dei sopralluoghi hanno rinvenuto 52 esemplari di Ferruginea in buono stato di salute.

Il progetto pilota

Nell’anno appena concluso l’Ente Parco si è impegnato con ricerca e monitoraggio nella Direttiva per la conservazione della Biodiversità nei Parchi del Ministero dell’Ambiente. Parlando poi di progetto pilota, quindi, l’idea è di monitorare la qualità e i paesaggi sonori delle foreste di gorgonia. Ad occuparsene sono stati gli scienziati dell’Istituto di Ricerca Chorus, con sede a Grenoble, e l’Observatoire Océanologique di Banyuls-sur-Mer. Per tante cose ancora da fare, molto è già stato fatto. Uno dei progetti andati a buon fine è la creazione di un nuovo gavitello in prossimità di Punta Mesco. Questo è dedicato alle immersioni con diving autorizzati per sub diversamente abili. Oppure l’installazione di corsie natatorie nei borghi di Manarola, Vernazza e Riomaggiore. Si tratta di una sorta di “sentieri del mare” per vivere in sicurezza e libertà i bellissimi fondali delle Cinque Terre. Un altro esempio di sfida importante da poco avviata è la messa in opera di un sistema efficiente di depurazione. Ad ottobre si è aperto un tavolo tecnico istituzionale, con la partecipazione della Provincia della Spezia e del Parco e dei Comuni e delle Cinque Terre. Il traguardo è riqualificare l’ambiente e ammodernare il sistema fognario-depurativo.

Ambiente: mobilità ed efficienza

Un altro dei punti fondamentali del Parco è la mobilità sostenibile, e l’efficienza energetica. Questo per permettere l’adattamento ai cambiamenti climatici nei progetti promossi dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il più grande è sicuramente Aree Marine Protette per il Clima 2020, dove si è approvata una proposta sperimentale. L’idea è impiegare le unità nautiche a propulsione elettrica (originariamente adibite alle attività connesse al monitoraggio) per gestire l’intera Area Marina delle Cinque Terre. Sono presenti anche diverse stazioni di ricarica. Un’altra proposta fa parte invece del programma “Parchi per il Clima 2020”. L’obiettivo è rendere maggiormente efficiente il sistema energetico dell’Ostello di Corniglia, di proprietà del Comune di Vernazza. La gestione di tale proprietà è però di competenza del Parco, del Centro di Educazione Ambientale di Torre Guardiola, e della sede del Parco di Manarola. Parallelamente, c’è anche l’intenzione di realizzare una pista ciclopedonale nelle gallerie ferroviarie attualmente inutilizzate, nel territorio del Parco e che collegano quelli limitrofi.

Reti sentieristiche

L’Ente Parco sta lavorando su più livelli per la riscoperta degli spazi verdi e del patrimonio sentieristico. Parlando di manutenzione quotidiana, è nata la figura dell’Operatore per la Difesa e Manutenzione del Territorio e delle Risorse Ambientali. Il suo compito è prendersi cura degli oltre 120 km di percorsi escursionistici. Naturalmente, la manutenzione di tali spazi verdi saranno anche un’occasione di creare nuovi Green Jobs, i cosiddetti Lavori Verdi. Da agosto a oggi i manutentori impiegati dall’Ente sono otto, e nel nuovo anno nuovi professionisti formati si aggiungeranno all’Albo. Sempre parlando di sentieri, si è realizzato il censimento dell’intero patrimonio di sentieri, per valutarne esattamente lo stato. Nel 2020, ad esempio, si è riaperto il n.531 “La Beccara”, via di collegamento tra Riomaggiore e Manarola. Altri cantieri hanno preso il via, per migliorare la percorribilità e mitigare il rischio di qui alla prossima stagione. Altri sentieri sono lo SVA, 592 tra Corniglia e Vernazza e tra Vernazza e Monterosso; il 509, da Monterosso al Santuario di Soviore; e il 507, tra Vernazza e il crinale attraversando San Bernardino. I prossimi progetti sono il sentiero 587 tra Corniglia e Cigoletta, e il SVA 593 dal Telegrafo a Riomaggiore.

Salvaguardia del paesaggio agricolo

Tra la rete dei sentieri e la salvaguardia del paesaggio agricolo esiste una stretta correlazione. Entrambi richiedono azioni di mantenimento e salvaguardia, e contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio e dello sviluppo economico. Per questo, dunque, esiste il progetto “Albo Aziende Agricole”: un investimento di 100.000 euro per mantenere le tratte sentieristiche e sostenere i lavori degli agricoltori. L’Ente Parco è dunque riuscito a garantire la fornitura alle aziende agricole, con barbatelle e pali in castagno per circa 80.000 euro in totale. Esiste comunque una forma di meccanizzazione anche qui, e si tratta della monorotaia della Cantina Sociale, di cui il Parco è acceso sostenitore. Parliamo poi di cambiamenti climatici, tema sempre sensibile e a maggior ragione in certi posti. Il Progetto Stone Walls for Life si occupa proprio di questo, e prevede il recupero e il mantenimento di circa 6 ettari di terrazzamenti. L’ingente somma di 766.000 euro si è poi stanziata per un altro bando: l’obiettivo è di concedere tributi per la ricostruzione dei terrazzamenti a vignaioli e conduttori di terreni. Parlando di fauna locale, inoltre, esiste il Piano Biennale di gestione del cinghiale 2020/2022. Lo scopo è di ridurre l’impatto di questo animale sulla biodiversità del Parco. Un eccesso di cinghiali sul territorio può creare problemi anche alle attività agricole, e a maggior ragione deve essere tenuto sotto controllo e attentamente monitorato. In definitiva, i risultati fino a oggi sono incoraggianti, e il trend non può che migliorare.

Le conclusioni

Per tutti noi si chiude un anno diverso dagli altri. Ci ha costretti a confrontarci con un’emergenza prima sanitaria, poi economica e ora anche sociale” ha concluso il Presidente del Parco, Donatella Bianchi. “Il primo pensiero va alle tante persone che non ci sono più a causa di una malattia che continua a tenere in scacco l’intero pianeta. Nessuno di noi poteva immaginare, un anno fa, che la nostra vita sarebbe cambiata così tanto e così in fretta. Nonostante le difficoltà il Parco ha intensificato il proprio lavoro preservando e curando il nostro capitale naturale; facendo partire nuovi Green Job come quelli di manutenzione sulla rete sentieristica; pianificando interventi in grado di migliorare la qualità della vita e di creare nuove opportunità per l’economia sostenibile del territorio; e progettando la ripartenza di un turismo amico dell’ambiente e di qualità. Insieme alle comunità locali, alle istituzioni e ai cittadini abbiamo cominciato a gettare le basi del futuro: una volta finita l’emergenza e la paura dovremo costruirlo, tutti insieme. Il 2021 arriva con tante speranze e alcune certezze. La speranza di poterci lasciare alle spalle questo periodo di sofferenze, lutti e paure. La certezza che il tanto lavoro fatto ci permetterà di garantire una tutela efficace, e di contribuire a un benessere sostenibile per un territorio straordinario dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale“.

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