Cinque proposte per il Piano Energia e Clima

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Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e sembra essere un processo incontrovertibile se non si cambiano le prospettive energetiche di ogni Paese. Per questo il Consiglio nazionale della green economy, durante l’ultima assemblea plenaria, ha approvato una risoluzione in cui vengono presentate cinque proposte per migliorare il Piano nazionale per l’energia e il clima. Questo piano non è altro che il documento che è stato redatto da ciascun Paese membro dell’Unione europea, nel quale sono contenuti gli obiettivi, le politiche e le misure in materia di clima e di energia per la Commissione Europea. Il Consiglio nazionale della green economy è composto da 66 tra organizzazioni e imprese italiane che lavorano in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, ed è patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Commissione Europea. Il lavoro di questa organizzazione si basa su ricerche, rapporti tecnici e rilevazioni sul campo, che hanno portato alla definizione di cinque proposte per contrastare il processo di cambiamento climatico ormai in atto da anni.

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Maggiore impegno per ridurre le emissioni di gas serra

La prima proposta contenuta nella risoluzione richiede un maggiore impegno nell’ambito della riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, fissata al 37% nel Piano energia e clima, ma che potrebbe arrivare al 50% secondo il Consiglio nazionale della green economy. Questo nuovo parametro permetterebbe al nostro Paese di allinearsi con quanto previsto dall’Accordo di Parigi, contribuendo a mantenere l’aumento medio delle temperature al di sotto dei 2°C. Altro obiettivo di questa proposta è quello di azzerare le emissioni nette di gas serra nel 2050.

Ulteriore riduzione dei consumi energetici per gli edifici

Il Consiglio nazionale della green economy ha proposto, poi, di definire misure efficaci per raggiungere il target di riduzione del 40% dei consumi tendenziali di energia al 2030. In particolare il Consiglio si è soffermato sulla necessità di ridurre al minimo i consumi energetici sia negli edifici pubblici che in quelli privati, integrando l’attuale ecobonus anche per le ristrutturazioni energetiche profonde che sono solitamente più costose e impegnative.

Maggiore utilizzo delle energie rinnovabili

La terza proposta avanzata dal Consiglio nazionale della green economy riguarda l’utilizzo delle energie rinnovabili. Nella risoluzione si legge, infatti, la volontà di “aumentare la quota dei consumi di energia prodotta con fonti rinnovabili al 2030 dal 30% previsto attualmente dal Piano al 35%”. Per poter arrivare a questo obiettivo è però necessario aumentare lo spettro di energie rinnovabili e i loro ambiti di utilizzo. Le energie rinnovabili elettriche, ad esempio, potrebbero essere impiegate anche oltre la soglia del 55% prevista dal Piano. Nell’ambito dei trasporti dovrebbe essere intensificato lo sviluppo dell’elettrificazione, utilizzando elettricità rinnovabile, ma anche i biocarburanti avanzati sostenibili, come il biometano e il bio-GNL.

Valorizzare l’economia circolare e la bioeconomia

Un altro punto importante sottolineato dal Consiglio nazionale della green economy riguarda la valorizzazione dell’economia circolare e della bioeconomia all’interno del Piano energia e clima. Secondo gli studi condotti da alcune organizzazioni che fanno parte del Consiglio, infatti, l’economia circolare ha dimostrato di saper dare un grande contributo al processo di decarbonizzazione, grazie al riutilizzo e alla ridefinizione di utilizzo di molti beni. Allo stesso modo, la bioeconomia può rappresentare una grande risorsa per invertire le attuali tendenze di aumento climatico: il ruolo dell’agricoltura e della gestione forestale, infatti, sono state di grande aiuto per le politiche energetiche e climatiche.

Un Fondo nazionale per la transizione energetica

L’ultima proposta lanciata nella risoluzione approvata dal Consiglio nazionale della green economy riguarda l’ambito finanziario. Per realizzare la transizione energetica e climatica richiesta nel Piano energia e clima, infatti, è ipotizzabile che lo Stato crei un apposito Fondo economico dotato di adeguate risorse, dal momento che tale transizione non può essere realizzata solo con strumenti finanziari ordinari. Secondo il Consiglio nazionale della green economy, questo Fondo dovrebbe essere alimentato dalle risorse provenienti dal Fondo per l’efficienza energetica, dai proventi dell’ETS e dalla riallocazione di almeno una parte dei sussidi ambientalmente dannosi.

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