Cinèma du desert: due ragazzi in giro per il mondo a portare spettacolo

Due ragazzi italiani viaggiano con camion attrezzato e portano il cinema nelle zone più povere del mondo, con progetto chiamato Cinema di Desert.

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Cinema du Desert

L’immagine ha un potere assoluto che supera le barriere linguistiche

Francesca, Cinéma du Desert

Oggi inizia il 76esimo Festival del Cinema di Venezia e noi vogliamo celebrarlo anche raccontando la storia di due ragazzi italiani, entrambi provenienti da studi in ambito sociale, Francesca di Vicenza e Davide di Rovereto (TN), una giovane coppia che sta dedicando la loro vita a un progetto poetico e altruistico: viaggiare per il mondo con un camion e portare il cinema nelle zone meno conosciute e ricche, la dove una proiezione è ancora un’emozione per la vita.

Si sono conosciuti in un spazio comune occupato Cantiere Culturale Bolognese, “una esperienza pionieristica di riqualificazione urbana”, dicono loro, “in cui persone con competenze diverse cercavano di far rivivere un vecchio spazio comunale a beneficio di tutta la popolazione”. L’esperienza è terminata presto, non essendo riusciti ad ottenere in tempo i permessi, tuttavia ha dato l’occasione a più persone unite dalla stessa passione e con competenze diverse, di incontrarsi e creare nuove fruttuose alleanze.

Tutto è cominciato per gioco, in occasione della chiusura del cantiere culturale a Bologna, Davide decide che è il momento di inseguire il suo sogno di viaggiare con camion camperizzato. Ne compra uno e ci lavora assieme a Francesca, “era un villa con le ruote” dice lei, equipaggiato in più con uno studio di registrazione mobile per registrare le musiche dell’Africa ovvero i suoni che realizzano i locali. Il motivo di tutto ciò è solo passione per le culture diverse, per la musica e lo scambio culturale.

PARTIAMO PER UN VIAGGIO CON UN CAMION CAMPERIZZATO PER REGISTRARE I SUONI E LE MUSICHE DEL LUOGO.

Davide, Cinéma du Desert

Siamo a gennaio del 2009, inizia il loro primo viaggio dal nome molto poetico “Afreak mission is possibile”. Il viaggio è organizzato nell’Africa Occidentale, passando da Marocco, Mauritania, Mali e Burkina Faso. I ragazzi non partono soli, altri due camion di amici simpatizzanti li accompagnano, contattati semplicemente attraverso il passa parola.

Prima di partire decidono di contattare delle organizzazioni, per capire il percorso e la situazione politica, e, visto che ci sono, per offrirsi volontari per consegnare beni di necessità a missioni e luoghi di aiuto e sostegno. L’associazione che più li aiuta è composta anch’essa da un gruppo di viaggiatori l’ONG Associazione Bambini del deserto, e si occupa di portare aiuti concreti nei territori mete di viaggi, e della quale, nel 2016, Francesca e Davide hanno formato la sezione Trentina, che ora annovera fra i suoi progetti Cinema du Desert.

Ultimo nato dei camion di Cinema du Desert, in stanza a Rovereto TN, partirà a breve per il suo viaggio inaugurale.

Durante una serata qualunque dei 6 mesi di viaggio, i ragazzi si trovano a Korientzé, un cittadina in Mali poco conosciuta, vicino alla più nota Timbuktu. “Dovevamo consegnare dei materassi in un punto medico”, racconta Davide, “ma anche molta altra roba”. I locali erano talmente, e sinceramente, entusiasti delle donazioni che hanno per la sera stessa organizzato una festa di ringraziamento.

“Per ringraziarci hanno ucciso un polletto e lo hanno cucinato per noi. Abbiamo pensato, dobbiamo fare qualcosa per loro. e quella sera e’ nato il cinema all’aperto di cinema du desert”

Davide, Cinéma du Desert
Una delle proiezioni di Cinema du Desert

Il cinema è presto fatto. Hanno appoggiato il proiettore su un camion, un lenzuolo sul fianco dell’altro, gli spettatori in mezzo e hanno proiettato “Alice nel paese delle meraviglie” e “Il libro della giungla”. Tutto il villaggio era accorso, scoppiando di entusiasmo e di felicità, non erano abituati alle immagini in movimento, che noi diamo per scontate. Praticamente le persone non volevano più smettere e hanno chiesto per tutta la notte di vedere i film.

Preparazione dello schermo

Tornati da questo viaggio non sono più riusciti a stare fermi e hanno fatto altri tre viaggi in Africa e uno verso oriente fino alla Sibera. In questi viaggi successivi si sono persino comperati uno scivolo gonfiabile per portare anche allegria ai più piccoli, condividendo una piccola parte di occidente dove pare che esso sia solo una pallida e lontana immagine sbiadita.

Cinema di desert - i gonfiabili
Il gonfiabile di Cinema du Desert

Il viaggio più lungo è arrivato fino in Mongolia, passando dai paesi dell’est e in particolare facendo cinema in Romania, Bulgaria, Turchia, Russia, Siberia e infine i confini cinesi.

Se vi state chiedendo come riescano a fare questi viaggi, come prima cosa vi rispondo che è la passione e quel momento nella vita in cui capisci che stai compiendo lo scopo della tua vita. Certamente servono dei finanziamenti anche e loro si sono in parte autofinanziati tramite raccolte fondi, concerti, mercatini, lavori estivi, e in parte, soprattutto ultimamente richiedendo bandi provinciali e comunali in Trentino dove adesso risiedono.

Due ragazzi italiani viaggiano con camion attrezzato e portano il cinema nelle zone più povere del mondo, con progetto chiamato Cinema di Desert.
Donne durante una proriezione

Col tempo hanno iniziato a fare una rassegna di film più consapevole, cercando le tematiche più vicine a noi, l’ambiente, i viaggi e gli scambi culturali. E hanno ottenuto anche dalla Fondazione Chaplin il permesso di proiettare tutta la filmografia durante i loro i viaggi, tranne che in Italia quando rientrano.

Una delle proiezioni di Cinema du Desert

Leggi il menu completo dei loro film sul loro sito clicca qui.

Continuando a parlare Francesca mi stupisce ancora con una delle sue profonde riflessioni. “Io vivo per questo progetto, da soli non si fa niente, tutto è una catena di aiuti e relazioni. Vivere in camper è vivere liberi, senza essere inscatolati. La nostra era una villa con le ruote. C’era tutto, il bagno, la cucina, certo dovevamo procurarci l’acqua ma fa tutto parte della nostra libertà”.

Viaggiando ci siamo resi conti che molte delle cose di cui noi abbiamo paura pensando all’Africa, in realtà non esistono. Io mi sono sentita molto più sicura in tantissimi posti dell’Africa nera, a dormire con il camion aperto o girare da sola che non a Bologna. Viaggiare fa bene, è come una seconda università. Stare fermi nello stesso posto non aiuta ad abbattere muri e a sconfiggere paure e ignoranza.

Francesca, Cinéma du Desert
cinema du desert il tatuaggio
Il tatuaggio di Francesca con il simbolo di Cinema du Desert

La famiglia non si è più fermata, facendo dei viaggi la loro vita, ora hanno una base a Rovereto in provincia di Trento, dove hanno avuto la loro splendida bimba Zaira Sahara, e staranno fermi, si, almeno finché la bimba non diventa più grande. Un nuovo camion è già allestito e una nuova avventura è alle porte.

Cinema di desert
Davide, Francesca, la figlia Zaira Sahara e il loro cane Yuma

Francesca e Davide proiettano anche in Italia, hanno appena terminato un tour in Trentino. Si sono accorti che anche qui abbiamo bisogno di questi momenti di riflessione e di comunità.

I riferimenti per leggere i loro lavori e contattarli sono il sito Cinéma di Desert e la pagina facebook Cinemadudesert.

Se vuoi leggere di altri italiani che hanno viaggiato nel mondo portando solidarietà clicca: Dal Trentino alla Cina in bicicletta per ADMO, Nicolò Govoni denuncia penalmente le autorità del hotspot di Samos.

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