Cina impone sanzioni a sette funzionari di Taiwan

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Cina: vogliamo la pacifica riunificazione di Taiwan

La Cina impone sanzioni a sette funzionari di Taiwan ritenuti “secessionisti”. Non si allentano le tensioni tra Pechino e Taipei aumentate dopo la visita della speaker della Camera USA Nancy Pelosi.

La Cina impone sanzioni a sette funzionari di Taiwan

Continua il braccio di ferro tra la Cina e Taiwan dopo la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi. Mentre proseguono le esercitazioni militari introno all’isola, Pechino ha annunciato che sta inserendo nella lista nera sette funzionari di Taiwan per il loro presunto sostegno all’indipendenza dell’isola. Tra i setti funzionari sanzionati da Pechino c’è anche Bi-khim Hsiao, rappresentante di Taiwan negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Xinhua, ai sette funzionari sarà vietato entrare in Cina e nei territori di Hong Kong e Macaco. Sarà anche impedito loro di lavorare con i funzionari cinesi.  “Le misure punitive sono necessarie per salvaguardare lo sviluppo pacifico delle relazioni attraverso lo Stretto e gli interessi immediati delle persone su entrambi i lati dello Stretto”, scrive l’agenzia Xinhua.

Il ministero degli Esteri di Taiwan, in risposta alle sanzioni, ha affermato che l’isola è una democrazia e che la Cina non può interferire negli affari interni del Paese. “Non possiamo accettare minacce da parte dei sistemi autoritari e totalitari”, ha detto il portavoce del ministero Joanne Ou.


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