Cina e Siria promettono di rafforzare la loro cooperazione

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L’ambasciatore Feng Biao ha affermato che otterranno “l’armonizzazione strategica” tra l’ambiziosa Belt & Road Initiative di Pechino e la strategia della Siria verso l’Est. Ecco la strategia di Cina e Siria per rafforzare la loro cooperazione.

Cosa pensano di fare Cina e Siria per rinforzare una collaborazione che dura da 65 anni?

Il presidente siriano Bashar al-Assad ausipica un riallineamento lontano dall’Occidente e lo sviluppo di relazioni sia con la Cina che con la Russia, visti come alleati chiave nella ricostruzione del Paese dopo oltre un decennio di guerra. Feng ha sottolineato la recente visita a Damasco del ministro degli Esteri Wang Yi subito dopo l’insediamento di Assad. Ha vinto le elezioni presidenziali di maggio con il 95% dei voti, anche se i critici hanno respinto il sondaggio come fraudolento. L’ambasciatore cinese in Siria ha affermato di aver posto nuove basi per l’amicizia strategica tra i due Paesi. E ha aggiunto “un nuovo dinamismo” allo sviluppo delle relazioni bilaterali. “La Cina sosterrà sempre la sovranità della Siria e la sua integrità territoriale e rifiuta l’intervento straniero negli affari siriani”, ha affermato Feng.


La Cina aiuta la Siria donando nuove forniture mediche


La diffidenza del mondo occidentale

La visita del sig. Wang ha sollevato perplessità in Occidente, che ha cercato di ridurre al minimo l’influenza della Cina in Siria e nel più ampio Medio Oriente. In particolare ha voluto ridurre il suo controllo dell’approvvigionamento di petrolio della regione. Il rappresentante del governo siriano, il dottor Fayssal Mikdad, ha affermato che la cooperazione “riflette le speranze e le aspirazioni dei popoli dei due paesi” in un momento in cui gli Stati Uniti e i paesi occidentali cercano di indebolirli. Entrambi i paesi sono stati sottoposti a una serie di sanzioni punitive. Assad descrive le azioni degli Stati Uniti come “guerra economica” progettata per affamare il popolo siriano alla sottomissione. Ma le due nazioni starebbero “fianco a fianco di fronte a misure coercitive unilaterali e alla loro aspirazione a costruire un mondo in cui prevalgano la sovranità statale, la libertà e l’indipendenza”.