Cina: Banca centrale lancia allarme su inflazione a breve termine

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La Banca Centrale cinese nel suo primo report del 2021 ha affermato che il livello di inflazione salirà a causa del prezzo del petrolio. La banca ha poi sottolineato che per mantenere l’inflazione sotto controllo occorre un bilanciamento tra import di materie prime e costi dei prodotti industralii. La visione del principale istituto di emissione cinese ha voluto dunque far capire che l’anno scorso, il 2020, è stato un anno nero per l’economia. Anche quella della Cina, che ha stabilito crescite da record mentre l’economia occidentale crollava inesorabilmente.

Banca Centrale Cinese: cosa sottolinea il report?

Il report della Banca Centrale del Dragone, con sede a Pechino, è stato molto chiaro nel dire che occorre un sano equilibrio tra import e export per evitare qualunque rischio inflattivo. E sono proprio i prezzi delle materie prime quelli più a rischio al rialzo. “La ripresa economica globale – afferma il report della Banca centrale – ha spinto la domanda di materie prime; in un contesto di liquidità estremamente libera, i prezzi delle materie prime come i materali di ferro, il rame, il petrolio e i semi di soia, sono aumentati rapidamente. Dato il basso effetto-base dello scorso anno, gli indici dell’inflazione globale potrebbero generalmente aumentare per qualche tempo in futuro, portando a ulteriori aumenti”.


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