Cina, aziende puntano il dito contro il governo per sfruttamento Uiguri

0
425
Genocidio degli Uiguri

Le sanzioni europee contro la Cina per la questione degli Uiguri avrà ripercussioni non poco pesanti. L’azienda svedese di abbigliamento, la H&M, ha riproposto un comunicato dell’anno scorso relativo allo sfruttamento della minoranza dello Xianjiang. Il comunicato dice che: “Il gruppo H&M è profondamente preoccupato per i resoconti delle organizzazioni della società civile e dei media riguardo le accuse di lavoro forzato e di discriminazione delle minoranze nello Xinjiang. Ciò significa che il cotone per la nostra produzione non verrà più acquistato da questa zona”. Un boicottaggio non nuovo visto che già nei mesi scorsi alcune aziende giapponesi avevano intenzione di andare contro Pechino.


Russia-Cina, linea dura contro l’Occidente

Diritti degli uiguri, quali sono le altre aziende contro la Cina?

Non solo la H&M, altre aziende stanno puntando il dito contro la Cina. Il quotidiano Global Times, vicino al governo di Pechino, ha riportato che anche Burberry, Adidas, Nike e New Balance hanno riproposto vecchi comunicati di alcuni anni fa contro lo sfruttamento della minoranza musulmana. La filiale cinese di H&M, in merito a queste dichiarazioni, ha risposto dicendo che ha “ha costantemente sostenuto i principi di apertura e trasparenza nella gestione delle catene di fornitura globali, assicurando il rispetto dell’impegno per lo sviluppo sostenibile delineato dalle Linee guida dell’Ocse per una condotta aziendale responsabile, senza voler rappresentare alcuna posizione politica“.

La Cina è finita nell’occhio del ciclone per la questione relativa agli uiguri, minoranza musulmana dello Xianjiang. Pechino è accusata di detenzioni arbitrarie, in campi di rieducazione, di almeno un milione di persone.


Genocidio degli Uiguri: la pressione internazionale cresce