Cimabue: Francia blocca esportazione quadro da 24 mln trovato in cucina

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Il Cristo Deriso: opera di Cimabue trovata in cucina.

Era rimasto lì chissà per quanto tempo, all’interno di una cucina, appesa su di una piastra come se fosse un quadretto qualunque, utile per abbellire un vano, ma di nessun valore artistico-economico. Tutto ciò fino a quando l’anziana proprietaria di una residenza a Compiègne, nella zona nord di Parigi, ha deciso di far stimare e valutare quella che fino a quel momento aveva creduto fosse una sorta di icona religiosa greca. Ma l’esperto, quando ha controllato il quadro, ha avuto ben pochi dubbi: si trattava di un Cimabue autentico di inestimabile valore.

Lo studioso dell’arte Jerome Montcouquil, che lavora presso il laboratorio di periti Turquin, ha certificato che l’opera in questione è Il Cristo Deriso, dipinto dall’artista fiorentino su legno e di grandezza piuttosto contenuta, ovvero 25,8 cm per 20,3 cm. Quando la proprietaria ha deciso di organizzarne una vendita all’asta, il capolavoro del maestro fiorentino è stato battuto addirittura per 24,2 milioni di euro, ovvero quattro volte in più la stima che era stata fatta in un primo momento alla donna. Peccato, però, che in questi giorni le istituzioni francesi abbiano deciso di bloccare qualsiasi esportazione dell’opera ritrovata all’interno dei suoi confini.

Il Cristo Deriso battuto all’asta per 24 mln di euro.

Il Ministero della Cultura francese ha sottoscritto e siglato il documento che stabilisce il veto all’esportazione dell’opera, andando così ad annullare l’intera pratica che era già stata approntata al termine della vendita all’incanto. Dunque, il capolavoro di Cimabue ha ottenuto lo status di «tesoro nazionale» che avrà una durata di 30 mesi dal momento in cui verrà inviata una notifica sul provvedimento al legittimo proprietario del quadro. Le istituzioni transalpine proveranno a sfruttare al meglio questo lungo periodo per accumulare e raccogliere tutto il denaro necessario all’acquisizione de Il Cristo Deriso, e se ciò dovesse accadere, vorrebbe dire che andrebbe ad aggiungersi a La Maestà dell’artista fiorentino che già da tempo è conservata presso il Louvre.

Cimabue resta in Francia: la soddisfazione del ministro Riester

Il documento che ha vietato l’uscita de Il Cristo Deriso dalla Francia è stato firmato da Franck Riester, ministro della Cultura. Questi, infatti, si è detto soddisfatto per l’ottimo lavoro svolto in questo frangente dal sistema di controllo sull’esportazione dei beni culturali che ha proprio il compito di arricchire ed integrare il patrimonio artistico nazionale. Subito dopo ha spiegato che tutti i suoi collaboratori e il governo potranno utilizzare al meglio i 30 mesi di durata del veto per reperire tutte le risorse necessarie per pagare l’opera e far sì che vada definitivamente ad aggiungersi al patrimonio culturale transalpino.

Franck Riester: ministro della Cultura francese.

Il laboratorio di Turquin che ha analizzato il dipinto su legno ha dichiarato che lo stato di conservazione è pressoché eccellente. Dovrebbe trattarsi di un quadro appartenente ad un dittico del 1280 costituito da almeno otto pannelli che riprodurrebbero alcuni momenti della Passione di Cristo. In questi anni è stato possibile recuperare con certezza due di questi lavori: La Flagellazione, conservata presso la Frick Collection di New York, e La Madonna col Bambino in trono, custodita alla National Gallery di Londra.

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Montcouquil, colui che per primo ha esaminato Il Cristo Deriso, ha rivelato che è stato piuttosto semplice capire che si trattava di un dipinto del celebre Cimabue, sottolineando che finora nessun’opera dello scopritore di Giotto era finita all’asta. D’altronde, l’esperto d’arte ha ricordato che esistono attualmente appena 11 quadri in tutto il mondo firmati da Cimabue, e tra questi adesso c’è proprio il capolavoro scoperto da poco tra le mura di una normalissima cucina.

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