Il mondo delle due ruote questa mattina si è svegliato con una notizia scioccante. L’UCI ha annunciato che sono state riscontrate delle anomalie nel test antidoping eseguito da Chris Froome in seguito alla diciottesima tappa della Vuelta di Spagna 2017. Nelle analisi effettuate è emersa una quantità di Salbutamolo pari a 2000 ng/ml, valore decisamente superiore rispetto al limite consentito dall’AMA di 1000 ng/ml.

Il Team Sky però, ha prontamente affermato che il pluricampione anglosassone abbia sofferto d’asma nell’ultima settimana di corsa e dunque avrebbe assunto un farmaco contenente salbutamolo, così come avvenuto in passato, restando sempre nei limiti consentiti dal regolamento.

Sempre la squadra inglese, ha spiegato che è risultato anomalo solo il test antidoping della diciottesima tappa, mentre tutte gli altri in cui Chris Froome si è sottoposto erano nella norma.

Non è mancata la pronta risposta del diretto interessato: È noto che soffro d’asma e conosco esattamente le regole. Uso un inalatore per curare i miei sintomi, entro i limiti consentiti, e sapevo che sarei stato controllato ogni giorno visto che ero il leader della classifica generale. Il mio asma è peggiorato durante la Vuelta e quindi, seguendo il consiglio del medico di squadra, ho aumentato il dosaggio di Salbutamolo, assumendolo sempre con grande attenzione per evitare di usarne più di quanto è consentito. Prendo molto sul serio il mio ruolo nello sport e l’UCI deve giustamente controllare tutti i risultati dei test. Insieme alla squadra fornirò loro qualsiasi informazioni sarà richiesta”.

Anche il team manager Dave Brailsford difende a spada tratta quanto compiuto dal medico societario e da Chris Froome. Egli sottolinea a sua volta, come tutto sia stato svolto secondo le norme e che il corridore abbia eseguito tutte le direttive mediche. “Ho massima fiducia che Chris abbia seguito le indicazioni mediche nella cura dei suoi sintomi asmatici, restando nella dose consentita di Salbutamolo. Ovviamente, faremo tutto il possibile per aiutare a rispondere alle domande”.

Ora, giustamente, anche gli oragnizzatori della Vuelta vogliono precisi chiarimenti sulla vicenda che ha visto Chris Froome festeggiare sulle strade di Madrid: “Non abbiamo ricevuto nessun comunicato ufficiale di questa positività. Abbiamo scoperto la cosa come tutto il mondo attraverso le notizie che sono state pubblicate dai giornali. Vogliamo che questa vicenda si risolva il prima possibile”.

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