Cibo – Il piacere dell’espresso, a Napoli nasce ‘Ambasciata caffe”

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Un marchio storico del settore targato Napoli ora presente in 40 paesi al mondo e il bar che dal 1984 e’ il ‘salotto buono’ della citta’. Sono loro a dare vita alla prima ‘Ambasciata del caffe”, un luogo cioe’ dove la tazzina dell’espresso torna a essere piacere dei sensi e tradizione di accoglienza. Perche’ in quel locale di piazza dei Martiri si macinano da oggi i grani per le tre miscele speciali offerte, in orari diversi e mutevoli a seconda dell’umidita’ esterna; si usano solo macchine a leva che solo un barista esperto sa padroneggiare; si serve la nera bevanda in tazzine dedicate, dalle 7 alle 10 insieme a cioccolatino, biscotto e tre diverse forme di latte (caldo, freddo e in crema). Con la miscela di caffe’ in ‘limited edition’, vengono anche realizzati cocktail, liquore, gelati e semifreddi, ma soprattutto un inedito baba’ con crema di caffe’. Senza dimenticare la tradizione tutta partenopea del ‘caffe’ pagato’ che da ora avra’ una giornata al mese dedicata. Cosi’ il caffe’ napoletano, dalle tre ‘c’ (servita con acqua non fredda e tazza calda), passa alle quattro ‘m’: miscela, macinatura(se troppo grossa il prodotto e’ ‘sottoestratto’, di colore chiaro e disomogeneo e dal gusto scialbo; se troppo fine, il caffe’ e’ ‘sovraestratto’, dal colore scuro e dal gusto bruciato), macchina (l’acqua deve essere a temperatura tra igli 85 e i 92 gradi e la pressione tra 1 e 1,2 bar) e manico, cioe’ il maestro caffettiere che valuta e conosce tutti gli ingredienti.
  “Per l’occasione – sottolinea Guglielmo Campajola, della famiglia titolare del bar – abbiamo riproposto il nostro cioccolatino a forma di caffettiera con tre ganache ottenute utilizzando i tre tipi di caffe’ studiati per questa ‘Ambasciata’”. Le pose del caffe’ verranno utilizzate come concime.

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