Cibi portafortuna e della tradizione. Cosa non può mancare a Capodanno?

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Cibi portafortuna e della tradizione. Cosa non può mancare a Capodanno? Sono sempre di meno i giorni che separano dal nuovo anno. Il 2023 farà a breve capolino. Si aspetta la notte di San Silvestro per accogliere il nuovo anno.

Cibi portafortuna e della tradizione. Cosa non può mancare a Capodanno?

Sono sempre di meno i giorni che separano dal nuovo anno. Il 2023 farà a breve capolino. Si aspetta la notte di San Silvestro per accogliere il nuovo anno. Si aspetta a casa, in famiglia. Con amici e parenti. Oppure nei locali. Ancora, nelle piazze.

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Immancabili le bollicine per salutare il 2023. Che siano champagne, spumante o prosecco. Importante è brindare per augurare ai cari un anno ricco di emozioni positive e infinite soddisfazioni.

Sulle tavole imbandite arrivano i piatti della tradizione e quelli che sono considerati portafortuna. Intanto, il pesce è protagonista del cenone. Vari antipastini fanno venire l’acquolina in bocca. Come il cocktail di gamberi. Ed anche tartine e vol au vent farciti, ad esempio, di mousse di salmone affumicato. Ancora, panettoni gastronomici conditi come più si vuole e piacciono.

Le pietanze di pesce sono un ingrediente considerato benaugurante. Dunque, gustarle a Capodanno ha un importante valore simbolico. Gli spaghetti alle vongole sono tra i primi preferiti di pesce da mettere a tavola.

Non solo pesce, però.

Ancora, come cibi portafortuna e della tradizione a Capodanno, ad esempio ci sono i tortellini in brodo e Plin piemontesi. Sono primi piatti di carne della tradizione. Rispettivamente, dell’Emilia e del Piemonte.

Cotechino e lenticchie, da consumare rigorosamente dopo la mezzanotte, sono il classico per eccellenza. C’è anche la variante dello zampone e lenticchie. La carne del maiale simboleggia fortuna e guadagni. Infatti, il maiale rappresenta l’abbondanza. Tant’è vero il detto: “del maiale non si butta via niente”.
Le lenticchie, dalla loro forma tondeggiante, ricordano le monetine. Quindi, simboleggiano prosperità e guadagni. Cioè, denaro in arrivo. Le origini di questo rito propiziatorio sono antiche. Risalgono ai Greci e ai Romani. Proprio quest’ultimi le consumavano a San Silvestro. Inoltre, all’inizio del nuovo anno era tradizione regalare una borsa di cuoio. Essa doveva essere piena di lenticchie. Era da legare alla cintura come auspicio di ricchezza per tutto l’anno.
Quindi, per scaramanzia, non bisogna lasciare nel piatto nemmeno una lenticchia. E, appunto, vanno consumati dopo la mezzanotte, altrimenti il denaro va via con l’anno vecchio!

Un altro piatto di pesce della tradizione è il capitone. Viene preparato alla brace, soprattutto al Sud.

Come frutta, l’uva non può mancare. Rappresenta l’abbondanza. Bisognerebbe mangiarne dodici chicchi. Cioè, uno per ogni mese, per garantire abbondanza tutto l’anno. Anche i mandarini sono di buon auspicio. Del resto, con la loro forma sferica, richiamano l’infinito. E simboleggia prosperità, fertilità e longevità.

Pandori e panettoni sono tra i dolci della tradizione. Ma anche il tronchetto di Natale è annoverato tra i dolci di San Silvestro, tra i cibi portafortuna e della tradizione a Capodanno. Ripieno di marmellata.

Ci sono anche i mustaccioli, tipici nelle regioni del Sud Italia. Sono biscotti con una forma romboidale di circa 10-12 cm. Formati da una pasta morbida con miele e frutta candita. E ricoperti da una glassa di cioccolato.

Anche la frutta secca è beneaugurante. Bisognerebbe mangiare sette tipi di frutta secca a Capodanno. Essi sono: noci, nocciole, arachidi, uvetta, mandorle, fichi e datteri. Sono considerati efficaci contro la sfortuna.

Non resta che iniziare a scegliere una buona bottiglia di bollicine per salutare l’anno che verrà e augurare il meglio per il 2023 ormai alle porte.