Sequestrati all’imprenditore il quotidiano ‘La Sicilia’, la maggioranza delle quote della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ di Bari e due emittenti televisive regionali, ‘Antenna Sicilia’ e ‘Telecolor’

Mario Ciancio Sanfilippo 86 anni, imprenditore siciliano è attualmente sotto processo per concorso esterno all’associazione mafiosa, processo iniziato il 20 marzo dell’anno corrente.

Sono parti civili la famiglia del commissario Beppe Montana, ucciso da cosa nostra a Porticello il 28 luglio del 1985, l’associazione libera, il comune e l’ordine dei giornalisti siciliano.

E’ la prima volta che in Sicilia un editore viene processato per i suoi rapporti con la mafia.

Ciancio, editore catanese, finì sotto inchiesta nel 2007 , ma nel 2012 la procura ne chiese l’archiviazione.

Richiesta bocciata dal Gip, che ordinò nuove indagini: tre anni dopo, i Pubblici Ministeri chiedevano di processare Mario Ciancio Sanfilippo, ma i giudici respinsero la richiesta il 21 dicembre del 2015.

Hanno invece accolto la richiesta del Pg della Cassazione che richiedeva l’annullamento con rinvio del provvedimento, mentre i legali di Mario Ciancio Sanfilippo, gli avvocati Giulia Bongiorno (attuale Ministro per la Pubblica Amministrazione) e Carmelo Peluso, la conferma della sentenza del Gup.

Il fascicolo tornerà pertanto al presidente dei Gip di Catania.

L’editore si è detto sempre indignato da queste accuse ed ha sempre confidato nella Magistratura. Al momento del suo rinvio a giudizio le sue dichiarazioni:

“E’ un rinvio a giudizio che non mi stupisce. La mia assoluta estraneità ai fatti che mi vengono contestati è nelle indagini dei carabinieri del Ros. Sarebbe bastato leggerle per decidere diversamente”.

“Non posso però fare a meno di dire che provoca in me un moto di indignazione – il fatto che una ricostruzione fantasiosa e ricca di errori e di equivoci, che ha deformato cinquant’anni della mia storia umana, professionale e imprenditoriale, alterando fatti, circostanze ed episodi, sostituendo la verità con il sospetto, sia stata adottata quale impermeabile capo di accusa per attivare un processo contro di me. Ho sempre piena fiducia nell’operato della magistratura e non ho dubbi che sarò assolto da ogni addebito”.

“Sono pronto a difendermi con determinazione, continuerò serenamente a lavorare mentre i miei legali riproporranno con pazienza tutte le innumerevoli argomentazioni a sostegno della mia innocenza. Anche se i tempi si dilateranno riuscirò a dimostrare chiaramente il grave errore consumato con questo rinvio a giudizio”.

 

 

Condividi e seguici nei social

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here