Ci ha lasciato Ingo Maurer, il designer che ha plasmato la luce

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Se ne è andato due giorni fa, il 21 ottobre a Monaco di Baviera all’età di 87 anni Ingo Maurer, uno fra i più celebri designer e imprenditori tedeschi specializzato nel disegno di apparecchi di illuminazione, sicuramente uno dei migliori nel suo campo che con maestria mirabile è riuscito a sintetizzare in modo eccelso forme e materiali riuscendo a giocare con le strutture e con la luce come se gli oggetti da lui creati sembrassero plastilina, uno tra i precursori moderni della nuova concezione del design soprattutto legato alle innovative composizioni artistiche e sperimentali che si basano sull’illuminotecnica e sulla dimensione ottica.

Ingo Maurer

Attraverso un’idea di design delicato, armonico e leggero chiaramente evidente dalle sue composizioni che per certi aspetti si avvicinano ad uno stile orientale nipponico capace di rendere ancora più meditative le creazioni del Maurer che procede di pari passo ad un’attenzione alle componenti ambientali e alle caratteristiche formali che ricordano l’aspetto vegetale e naturale, le opere dell’artista hanno cambiato il volto dell’illuminazione attraverso quella che viene definita come una gentile e sensibile ironia, sia che si valutino le composizioni per quanto riguarda l’aspetto esclusivamente materiale sia, soprattutto, che le si analizzi unitamente allo sviluppo fotodinamico che la luce propaga dagli oggetti di design. Nelle sue idee e nelle sue mani la tecnologia diveniva mezzo per esprimere bellezza autentica, infatti come era solito sostenere, la bellezza è lo scopo che ci si deve prefiggere di raggiungere se si vuole creare qualcosa di sublime, perché:

“Senza correre rischi, senza impegnarsi con oggetti che non corrispondono esattamente all’idea consolidata di bellezza, le nostre idee non cresceranno e la qualità estetica del nostro lavoro gradualmente si deteriorerà… Qualche volta less taste is more taste”

Da questo è possibile espungere come per l’artista la bellezza sia fondamentale per l’equilibrio mentale, umano e sociale e non solo artistico preso di per se stesso, la bellezza è un concetto intrinsecamente essenziale e vivificane per il mondo del pensiero e della verità, elemento ideale per eccellenza ma calato inevitabilmente nello spazio e nel tempo del reale nella sua totalità, totalità che comprende anche la tecnologia e la tecnica che deve fare della ricercatezza e della semplicità la propria missione.

Biografia e Carriera

Ingo Maurer nasce il 12 maggio 1932 nell’isola di Reichenau, territorio emerso nel lago Untersee, propaggine acquea del lago di Costanza, possedimento appartenente alla Germania vicino al confine svizzero. Dopo aver completato gli studi di grafica a Monaco di Baviera nel 1958 e essere stato impiegato per un periodo come tipografo tra Germania e Svizzera, nei primo anni sessanta si trasferisce in USA tra New York e San Francisco dove, ancora molto giovane, lavora come designer indipendente.

Isola di Reichenau

Proprio in questi anni fonda l’azienda Design M, diventata poi Ingo Mauer GmbH, acronimo che sta per Gesellschaft mit beschränkter Haftung, ossia, giuridicamente parlando, società a garanzia assumibile come una Srl di stampo teutonico. Resosi autonomo può finalmente dare vita alle sue creazioni senza venire frenato da commissioni evitando cosi che altri impedimenti esterni in contrasto alla sua passione per il design lo esentino dal poter ideare le proprie composizioni d’autore. E’ in questo periodo che, attraverso le opere innovative che riescono sempre a stupire profani e appassionati di design, si rende famoso agli esperti di lighting design suoi contemporanei e successivamente al grande pubblico.

Museo etnografico russo di San Pietroburgo

Una volta raggiunto il meritato successo, le creazioni, non soltanto assumibili come arredi luminosi di design ma vere e proprie composizioni artistiche elaborate per armonizzarsi con gli ambienti ed essere fruite all’interno di contesti architettonici e di spazi vivibili, perciò all’interno di una dimensione intima o sociale che faccia riferimento ai luoghi edificati, prevalentemente d’interni ma anche di esterni, sono state le protagoniste di numerose mostre ed esposizioni dedicate all’artista o create dal Maurer stesso in diverse città d’Europa e non solo, tra le più prestigiose si ricordano quelle tenute al Museo etnografico russo di San Pietroburgo, al Museo Villa Stuck di Monaco di Baviera, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, al Museum of Modern Art di New York, e quelle nelle città di Barcellona, Colonia e Francoforte.

Il Pensiero e le Opere

Siccome il design non è semplicemente opera artistica da collezione e da usufruire indipendentemente dall’ambiente ma una composizione che si inserisce simbioticamente nella tridimensionalità circostante, ambiente pubblico o privato esaltato dalla componente stessa di design e sfruttato a pieno da quest’ultima che a sua volta deve essere usata per permettere all’ambiente di essere il più accogliente e adeguato possibile alle necessità urbane o architettoniche in correlazione con la componente umana, perciò opera che deve essere quindi fruita dallo spettatore il quale ne diventa anche l’utilizzatore materiale, alcune installazioni del Maurer hanno trovato posto nelle stazioni Westfriedhof, in cui in abbellimento sono state posizionate 11 lampade, e nella stazione della metropolitana di Monaco di Baviera Münchner Freiheit, dove la riprogettazione degli spazi venne assegnata a Maurer tra gli anni 2008 e 2009.

Stazione di Westfriedhof

Ospitato nell’aprile scorso anche al Salone Internazionale del Mobile di Milano, Maurer ha potuto esibire i suoi oggetti di design all’interno di una chiesa sconsacrata di Milano, evento accolto benevolmente da analisti e critici. Il design non è da intendersi come fissità, all’opposto è l’arte che si fa materialismo e diretta connessione con il fruitore, una branca dell’arte che forse ancor più di altre proprio perché deve adattarsi alle necessità correnti è necessario sia mobile e sensibile alle esigenze e ai cambiamenti di moda e di visione del mondo. Esattamente con questa motivazione Maurer ha potuto presentare le sue produzione all’interno di una chiesa, proprio per evidenziare lo spirito dei tempi dando così una patina di modernità all’arte e all’architettura secolare del luogo di culto, nessuna profanazione dunque ma soltanto la ricerca della valorizzazione degli ambienti attraverso l’innesto di componenti moderne allo stile antico, modo questo magari per rendere anche più partecipi i cittadini alla vita laico religiosa di questi tempi tenuta molto poco in considerazione.

Molto legato allo Spazio Krizia, luogo fisico e al tempo stesso patrimonio immateriale al centro di Milano in cui i maggiori designer possono esporre le loro ultime creazioni affinché così facendo si riescano a intuire meglio e più precisamente le frontiere del design contemporaneo continuamente in evoluzione, Ingo Maurer non ha esitato a elogiare l’iniziativa e il suo direttore Cristiano Saganfreddo insieme ai suoi collaboratori per la magnifica opportunità concessagli di esporre nello Spazio e in generale per le esimie motivazioni che hanno portato alla nascita di questa esposizione, mostra da anni sulla cresta dell’onda per il riconoscimento del design europeo e l’importante approccio che ha con quest’ultimo.

Tra le maggiori creazioni del Maurer gli vanno attribuiti meriti per la recente opera Flying Flames, lampadario lungo e stretto caratterizzato da più punti luce presentato allo Spazio Krizia come modello di un progetto per il parco d’arte brasiliano Inhotim, uno dei più grandi centri d’arte contemporanea all’aperto in America Latina, e per altre numerose magnifiche composizioni più o meno recenti quali i sistemi d’illuminazione Gulp e Porca Miseria, lampadario fatto di pezzi di porcellana cinese rotti e posate, la più vecchia opera Bulb, lampada da tavolo con cui esordisce alla carriera, poi Light Structure, Little Black Nothing, Los Minimalos Dos, Lucellino Wall, Wo bist Du, Edison, Zettel’z, Campari Light ed il sistema a basso voltaggio YaYaHo. Da non dimenticare gli accessori per esempio il guanto lampadina, dimostrazione dell’eclettismo dell’uomo che si riscontra in ogni sua creazione.

Flying Flames

Le opere di Maurer non sono ideate per la produzione seriale di fabbrica ma sono pezzi unici o in edizione estremamente limitata dell’ordine di qualche raro esemplare, questo poiché secondo l’artista anche il design come l’arte non deve essere pura ideazione che sottosta ai canoni industriali, ma al contrario la composizione di un’opera di design è una creazione d’autore non serializzabile e che vede la partecipazione diretta alla nascita dell’opera dell’artista stesso, per questo molti pezzi di design del Maurer sono anche pezzi d’artigianato.

Porca Miseria

Certamente alcune opere sono pensate per essere riproducibili in serie invece altre no, queste ultime sono infatti uniche o più variate, ciò perché secondo il pensiero del progettista il design e la bellezza con esso possono essere sì industrializzate ma mai in modo incontrollato, e laddove vengano serializzate deve sussistere una precisa attenzione che faccia riferimento ai motivi e alle esigenze di questo tipo di industrialicità. Dunque, come si è visto, tutti i lavori sono frutto di uno strettissimo controllo esercitato dal designer sull’intero ciclo produttivo spesso condotto attraverso il lavoro artigianale, almeno in fase di ideazione, realizzato in prima persona.

I Riconoscimenti

Per l’importanza della sua ricerca e creatività sugli apparecchi di illuminazione, ha conseguito diversi riconoscimenti internazionali, fra essi il Premio di Design da parte della città di Monaco di Baviera, il Primavera del Disseny a Barcellona, il premio Georg Jensen di Copenhagen mentre dall’ADI (Associazione per il Disegno Industriale), agenzia milanese che riunisce attorno al tema del design italiano ed internazionali progettisti, imprese, giornalisti, critici, ricercatori, distributori, studenti e insegnanti, gli è stato conferito il Compasso d’Oro.

Nominato nel 2005 Royal Designer of Industry da parte della Royal Society of Arts di Londra e ricevuta la laurea honoris causa all’Università Royal College of Arts della medesima città, Ingo Maurer ha saputo essere universalmente apprezzato per il suo ingegno artistico e senso stilistico nonché per una visione del design e della luce che ha pochi eguali al mondo. L’artista può essere considerato uno tra i più importanti precursori rivoluzionari che hanno cambiato il modo di intendere il design, per quanta riguarda il Maurer quello dell’installazione luminosa, conferendo ad esso una nuova visione e una maggiore considerazione artistica e intellettuale alla stregua dell’architettura, delle arti figurative e decorative nonché permettendo a questa branca di trasformarsi e rivalutarsi in modo dinamico attento al cambiamento. E’ grazie a Maurer che il lighting design ha saputo trasformarsi e riformarsi divenendo padre e vate del design odierno, il merito dell’artista sta quindi nell’aver compreso l’importanza del design, le sue implicazioni sociali e strutturali e l’averlo accompagnato verso la contemporaneità.

Sperando che i magistrali insegnamenti che l’artista ha lasciato e le sue creazioni continuino ad essere accolti ed altrettanto creativamente riproposte dalle future generazioni di designer affinché la giusta importanza conferitagli al settore d’interesse e i suoi comprovati meriti in questa dimensione non vengano dimenticati, l’assenza del Maurer, poeta della luce e moderno Caravaggio del design, rimane sicuramente una ferita impossibile da rimarginare completamente.

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