Chuck Yeager il 14 ottobre 1947 infrange il muro del suono con il suo Bell X-1

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Il 14 ottobre 1947 Yeager per la prima volta ha superato il muro del suono.

Chuck Yeager il 14 ottobre 1947 ha iscritto il suo nome nelle pagine indelebili della storia. A bordo dell’aereo Bell X-1 riuscì per la prima volta ad abbattere il muro del suono, un’impresa tanto rischiosa quanto esaltante nel momento in cui poté spingersi là dove fino a quel momento tanti altri colleghi prima di lui avevano fallito. L’aviatore statunitense, classe 1923, ha sempre avuto una grande passione per il volo e un talento naturale. Non a caso, all’età di 89 anni ha vissuto la sua ultima esperienza a bordo di un F15 ma come navigatore, mentre da pilota ha concluso la carriera quando era 74enne, in occasione del 50° anniversario della sua trionfale avventura.

Il luogo prescelto per la partenza dell’aereo fu il deserto di Mojave, in California, dove negli anni seguenti sarebbe sorta la famosa e attrezzata base aerea americana di Edwards dell’US Air Force. In quel periodo, a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la struttura era ancora poco organizzata, infatti erano attive soltanto poche piste. Nei dintorni sorgeva un ristorante-bar la cui titolare era Pancho Barnes, una delle prime aviatrici della storia degli Anni ’20-’30.

Chuck Yeager non ha mai nascosto di essere un assiduo frequentatore di quel bar che ormai era diventato una sorta di ritrovo per i piloti dell’Aeronautica Militare staunitense. La moglie del generale maggiore dell’Air Force, sapendo che quel luogo era diventato ormai importante per il martio, spesso lo raggiungeva per trascorrere del tempo con lui.

Chuck Yeager è stato generale maggiore dell’US Air Force.

L’aviatore, in occasione della missione del 14 ottobre 1947, volle fare un omaggio alla consorte, facendo scrivere sul suo Bell X-1 con della vernice rossa «Glamorous Gennis», il nome della donna che amava. Evidentemente gli portò fortuna perché, di lì a poco, sarebbe riuscito a superare il muro del suono, lanciandosi fino a 1.224 chilometri orari.

Tanti fallimenti prima del successo di Chuck Yeager

Chuck Yeager non fu il primo uomo in assoluto che provò ad abbattere il muro del suono. Negli anni precedenti, infatti, tanti altri piloti avevano fatto dei tentativi che però si erano rivelati dei completi fallimenti. Il problema era che, quando si cercava di superare i 1.000 chilometri orari, i velivoli diventavano a dir poco ingovernabili: i comandi si bloccavano e si era sottoposti a delle terribili vibrazioni. I motori riuscivano a resistere a livello di potenza ma poi andavano a scontrarsi con una aerodinamica insufficiente. Proprio quest’ultima venne modificata radicalmente prima dell’avventura di Yeager. E pensare che prima di quel 14 ottobre 1947 ebbe un imprevisto che rischiò di compromettere la sua presenza.

Il generale maggiore dell’Air Force era un uomo che amava le sfide. Due sere prima della partenza della sua missione, decise di gareggiare con la moglie allo scopo di batterla in una corsa a cavallo. Mentre era in sella, però, cadde e si fratturò due costole. In preda ai dolori, preferì non comunicare nulla del suo incidente. Si confidò soltanto con Ridley, suo caro amico nonché il pilota che avrebbe dovuto trasportare in quota l’X-1 a bordo di un bombardiere B 29 prima di lanciarlo in volo. Yeager rivelò al collega di temere che se avesse raccontato la verità avrebbero potuto sostituirlo con qualcun altro.

Quando arrivò il fatidico giorno, l’aviatore era ancora in preda ai dolori. Ridley gli si avvicinò e gli fece un curioso regalo, un manico di scopa. I comandi del Bell X-1 si trovavano sulla destra mentre il pilota della Virginia, quando si girava a sinistra, soffriva di meno. Su quel lato si trovava il maniglione che avrebbe permesso al piccolo velivolo di sganciarsi dal B 29. Utilizzando il manico di scopa, avrebbe faticato di meno a compiere l’operazione.

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E così, anche grazie al dono del suo amico, Chuck Yeager poté fare il suo tentativo, lanciare il motore a razzo e andare oltre il cosiddetto Mach 1, ovvero la velocità di 1.224 chilometri orari. Quando tutti pensavano che sarebbe arrivato l’ennesimo fallimento, invece l’aviatore riuscì ad abbattere per la prima volta il muro del suono. A terrà si udì un forte tuono che addirittura fece vibrare i vetri della base aerea della California.

Muro del suono: la missione di Yeager del 14 ottobre 1947.

Qualche anno dopo fu la volta di Scott Crossfield. Il leggendario aviatore superò il record stabilito da Yeager, spingendosi in volo fino al Mach 2, ossia i 2.400 chilometri orari che rappresentavano il doppio della barriera del suono. Chuck però non accettò di essere stato superato e così salì nuovamente a bordo, battendo anche il record del collega.

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