Christian Wolff: la metafisica cosmologica di Aristotele

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Christian Wolff è un giurista e filosofo tedesco, della seconda metà 1600 e prima parte 1700. Sostenitore del pensiero di von Leibniz, ovvero diplomatico e filosofo anch’esso tedesco, Wolff segue l’influenza intellettuale tra i modelli di genio universale. Inoltre, la razionalità ideologica degli studi filosofici di Wolff trova espressione nella scienza. Di fatto, il letterato unisce al concetto scientifico ogni possibile aspetto logico, che raggiunge il pensiero.

Christian Wolff chi è?

Christian Wolff nasce a Breslavia il 24 gennaio 1679 e decede ad Halle sul Saale, il 9 aprile 1754. A causa del razionalismo ideologico di Wolff, dall’azione di contrasto da parte dei gruppi di opposizione filosofica, il letterato subisce l’espulsione dalla Prussia. A fronte di ciò, Wolff insegna presso le Università di Marburgo e di Halle. Con l’ascesa al trono di Federico II, il filosofo riceve le cariche di cancelliere dell’Università di Halle e consigliere segreto di Prussia.

Dagli insegnamenti di Leibniz, nei campi dell’etica e del razionalismo, Wolff assorbe il pensiero del maestro, che accoglie. Tuttavia, la filosofia di Leibniz prosegue ed evolve nel rinnovamento culturale tedesco, con l’allievo. A ragion per cui, le forme di pensiero accademiche della Germania modificano i concetti filosofici tradizionali.

In seguito, le concezioni di Kant tramutano in un radicale mutamento, rispetto al razionalismo di Wolff, che concentra la filosofia sui principi del metodo deduttivo. Inoltre, il letterato tedesco esclude ogni forma di valutazione dell’esperienza, come aspetto della vita positivo per l’uomo. Allo stesso modo, Wolff interpreta l’aspetto spirituale della vita, esterno dall’astrattismo, che attribuisce all’intelletto.

Christian Wolff: il pensiero del filosofo

Come scienza di ogni cosa nei modi e nella razionalità di ogni possibilità, l’ideologia concettuale di Wolff sostiene un’utilità pratica, della dottrina. Anche l’esistenza della religione, per il letterato assume un ruolo cosmologico, nell’interpretazione dimostrativa. Oltre alle teorie, Wolff emerge nella dottrina politica, con cui Re Federico II applica delle regole per lo Stato.

All’epoca, la Germania necessita di un rinnovamento culturale e la diffusione della filosofia di Wolff anticipa la corrente dell’Illuminismo tedesco. Di fatto, la filosofia del letterato origina nuove formulazioni e terminologie della materia. Ogni aspetto che comprende gli elementi della filosofia, diventa un’evoluzione della dottrina per Wolff.

Dal metodo matematico e deduttivo alle rappresentazioni della razionalità, che coinvolgono il lume della ragione. Al tempo, il filosofo introduce in Germania l’utilizzo della lingua tedesca, in ambito scolastico e della ricerca. Consegue per il filosofo anche l’uso della lingua latina scritta, per una comprensione nelle sue opere, da un pubblico anche a livello internazionale.

Attraverso una verità di ragione, Wolff razionalizza un rigore alla logica, nell’acquisizione di principi deduttivi. Mentre la filosofia logica scinde nella teoria e nella pratica. Ecco Wolff a sostegno della filosofia teorica, nel pensiero di Aristotele, nelle tre scienze della ragione, come: psicologia, cosmologia e teologia.

Sul lato filosofico pratico, il letterato appoggia l’etica e l’intellettualismo di Socrate, con l’antitesi tra causa ed effetto, tra bene e male. Di fatto, Socrate sostiene che l’intelligenza sconfigge il male e l’ignoranza, poiché unica causa possibile del male è l’ignoranza del bene.

Le opere

Tra le principali opere del letterato, ci sono: Philosophia rationalis sive Logica, Philosophia prima, sive Ontologia, Cosmologia generalis, Psycologia empirica, Philosophia rationalis, Theologia naturalis, Kleine philosophische Schriften, Philosophia paractica universalis, Jus gentium ed altre. Il filosofo tedesco decede ad Halle sul Saale il 9 aprile 1754, all’età di settantacinque anni.

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