Chiusura definitiva di Chernobyl – era il 15 dicembre 2000

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Chiusura definitiva di Chernobyl

La chiusura definitiva di Chernobyl avvenne tramite lo spegnimento del reattore 3, il 15 dicembre 2000. Noto per il drammatico incidente avvenuto il 26 aprile 1986, l’impianto era situato nell’Ucraina settentrionale, nei pressi della città di Prypjat, oggi città fantasma.
Nell’agosto 1986 a Vienna si riunì Agenzia internazionale per l’energia atomica che, discutendo il dramma del dopo Chernobyl, stima che nei successivi 70 anni a causa delle radiazioni le vittime potrebbe essere circa 50mila.

Chiusura definitiva di Chernobyl: lo stop del 15 dicembre

L’impianto nucleare di Chernobyl ha smise di funzionare alle 13.17 (12.17 in Italia) del 15 dicembre 2000. Lo stop definitivo arrivò con l’ordine del presidente ucraino Leonid Kuchma, alla presenza di capi di governo, ministri e altre autorità provenienti da paesi occidentali e dalle repubbliche ex sovietiche, di premere il pulsante d’arresto della centrale. Si trasmise poi l’ordine alla stanza di controllo dell’ultimo reattore nucleare ancora in funzione attraverso una diretta televisiva. Questo durante una cerimonia ufficiale a Kiev con cui si scrisse la parola fine all’impianto nucleare di Chernobyl .

Chiusura definitiva di Chernobyl: quel terribile 26 aprile 1986

Con l’arresto del terzo reattore si concluse la tragica vicenda iniziata il 26 aprile del 1986, quando l’esplosione del quarto reattore della centrale provocò la più grande catastrofe nucleare della storia. Trentuno persone rimasero uccise e per molte altre cominciò un calvario fatto di tumori e deformazioni. Centinaia di migliaia dovettero abbandonare le loro case. Furono in migliaia, negli anni seguenti, a morire per le conseguenze dell’incidente nucleare: le stime parlano di quindicimila vittime.
La nube radioattiva provocata dall’esplosione contaminò 150 mila chilometri quadrati attorno alla centrale mentre il vento la spingeva fino all’Europa. L’emissione di particelle radioattive continuò per molti giorni. Solo a novembre si sigillò in un sarcofago di cemento armato il reattore esploso.

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Chiusura definitiva di Chernobyl: i vari reattori

Il secondo reattore fu spento nell’ottobre del 1991 dopo un incendio. Nel novembre del 1996 fu fermato per sempre il primo. Rimaneva funzionante l’ultimo, il numero tre, che l’Ucraina voleva mantenere attivo contro i pareri preoccupati della comunità internazionale.
Sono stati gli aiuti occidentali a rendere possibile la chiusura totale dell’impianto. Il presidente ucraino Leonid Kuchma aveva infatti chiesto che la comunità internazionale partecipasse finanziariamente al “funerale” di Chernobyl e all’allestimento di strutture per seppellire le scorie. Settantotto milioni di dollari fu il contributo degli Usa, più di quattro mila miliardi di lire la somma stanziata dai paesi del G7.

Chiusura definitiva di Chernobyl

Chiusura definitiva di Chernobyl: lo scontento

Il Parlamento ucraino avrebbe voluto rinviare la chiusura, in attesa di altri aiuti occidentali per costruire due reattori nelle centrali di Rovno e Khmelnitski, così da poter compensare il deficit di energia. Dello stesso parere la folla che si radunò a Slavutic, una cittadina nei pressi della centrale. Circa mille persone contestarono il presidente Kuchma mentre deponeva una corona sul monumento dedicato alle vittime della catastrofe. Pochi, in questa zona, erano contenti della chiusura del reattore numero tre, che avrebbe causato il licenziamento di buona parte dei cinquemila dipendenti che ancora vi lavoravano.

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