Chiusi bar e ristoranti francesi: 2° lockdown di Macron

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chiusi bar e ristoranti

Bar e ristoranti francesi chiusi fino al 01 dicembre: lo ha annunciato questa sera Emmanuel Macron in una diretta televisiva alla Nazione. A partire da venerdì, infatti, entreranno in vigore misure più restrittive in tutta la Francia eccetto che nei dipartimenti e territori d’oltremare. L’obiettivo è contenere il più possibile l’epidemia a fronte dello straordinario aumento di contagi e non sovraccaricare il sistema sanitario nazionale. A rimanere aperti saranno invece gli uffici pubblici, alcuni edifici scolastici e i negozi di generi di prima necessità.

Bar e ristoranti chiusi: la Francia è pronta a un secondo lockdown?

Questa sera il Primo Ministro Emanuel Macron ha annunciato la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio nazionale in quanto negozi non essenziali. “Il virus circola in Francia a una tale velocità che nemmeno le previsioni più pessimiste avrebbero potuto immaginarselo“, ha avvertito il Premier. E ha sottolineato: “Il numero di contagi in rapporto agli abitanti è raddoppiato in meno di due settimane“. Pertanto, in considerazione dell’evoluzione della situazione in Francia e nel resto d’Europa, Macron si è detto pronto a un secondo lockdown. Riferendosi alle misure imposte la scorsa settimana il Premier ha aggiunto: “Abbiamo adottato delle misure, erano già state contestate e difficili, ma si sono dimostrate insufficienti“. Per il governo, infatti, l’unica soluzione è ripristinare “L’isolamento che [la prima volta] ha bloccato il virus“.

Il preludio di un mini lockdown

Da sabato 17 ottobre le autorità avevano disposto un coprifuoco di quattro settimane dalle 21 alle 6 nelle principali città francesi con “allerta massima”. A Parigi, Lione, Tolosa, Marsiglia, Aix-en-Provence, Grenoble e Montpellier, quindi, i cittadini avrebbero potuto circolare solo per buone ragioni e le attività commerciali come bar e ristoranti avrebbero dovuto chiudere la sera. La misura ha alimentato le proteste degli operatori del settore, scesi in piazza già il lunedì successivo all’adozione del provvedimento. Per arginare la situazione, Macron aveva sottolineato la temporaneità del provvedimento e promesso un pacchetto di aiuti a sostegno delle imprese in difficoltà. Nel frattempo, il Ministro delle Finanze Le Maire ha annunciato l’incremento del fondo di solidarietà per le imprese in difficoltà: dai 500 euro mensili inizialmente erogati il ristoro potrà ora raggiungere i 10 mila euro.

Una sanità incapace di rispondere alla crisi

Non ce la faremo se non agiamo, se non fermiamo la diffusione del virus tra regioni. Significherebbe scegliere tra chi salvare, e ciò è inaccettabile“. Questo quanto affermato in serata da Macron sulla scorta dei moniti del Presidente nazionale del consiglio dell’ordine dei medici. Intanto, il sistema sanitario francese ha attivato nuovi protocolli in preparazione all’emergenza, come posticipare gli interventi non essenziali e le cure contro il cancro o dimettere i pazienti curabili a casa. L’obiettivo è liberare spazio in tre aree essenziali per il Paese.

Le preoccupazioni del governo

Dobbiamo proteggere i più fragili ma anche i giovani e l’intero sistema sanitario“, ha proseguito Macron. Poi, il Premier ha voluto giustificare la decisione del governo di tornare a misure di semi-lockdown per arginare la diffusione dell’epidemia. “Dobbiamo proteggere la nostra economia. Non credo alla contrapposizione economia e salute, perché non esiste un’economia forte senza cittadini sani“. L’unica alternativa, ha spiegato Macron, sarebbe “cercare l’immunità di gregge ma significherebbe arrivare a 400mila decessi“. Strategia che, ha assicurato, “la Francia non adotterà mai“.

Chiusi bar e ristoranti: in cosa consiste la nuova stretta?

  •  “i negozi definiti a primavera come non essenziali, in particolare bar e ristoranti, resteranno chiusi“.
  •  “L’attività continuerà con maggiore intensità, il che significa che gli sportelli dei servizi pubblici resteranno aperti, come anche le fabbriche e le aziende agricole. Uffici e lavori pubblici continueranno a funzionare“. 
  • Asili, scuole elementari, licei e collegi resteranno aperti“; le lezioni universitarie si terranno in differita.
  • Sarà vietato “spostarsi da una regione all’altra” e sarà necessaria l’autocertificazione per allontanarsi dal proprio domicilio.
  • Sarà da prediligere lo smart working, “di nuovo generalizzato“.

Per il momento, tutte le attività non essenziali resteranno chiuse dalla mezzanotte di venerdì 30 ottobre fino al 1 dicembre. Salvo ulteriori proroghe: “Valuteremo la situazione ogni 15 giorni“, ha chiarito Macron. Ulteriori delucidazioni si avranno nella conferenza stampa di domani. Ecco un estratto del discorso alla Nazione:


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Per visionare il discorso di Macron ai concittadini nella sua interezza cliccare sul seguente link.

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