Chiude il grande teatro delle ombre khmer

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Sbek Thom
Sbek Thom

Chiude anche il grande teatro delle ombre khmer.

L’emergenza sanitaria ha costretto il teatro di Phnom Penh a calare il sipario su una troupe che si esibisce da oltre 26 anni.

Mentre i lavoratori smantellano il teatro che li circonda, il maestro dei burattini Mann Kosal setaccia centinaia di pupazzi di pelle che lui e la sua troupe avevano realizzato nel corso degli anni.

Mann Kosal, mentre setaccia il teatro

Le marionette sono ricavate da un singolo pezzo di cuoio in occasione di una cerimonia particolare e nel rispetto di un antico rituale volto a richiedere la protezione delle divinità e degli spiriti.

Ciascuna marionetta può arrivare a pesare fino a sette chili ed è essenzialmente costituita da un pannello di cuoio su cui è stato inciso un personaggio.

Come performer, dobbiamo esibirci in gruppo. Ma una volta arrivato il coronavirus, non potevamo più farlo

Mann Kosal

Le storie rappresentate negli spettacoli sono basate su una versione Khmer del Ramayana, l’epopea sanscrita dell’antica India.

Le rappresentazioni solitamente hanno luogo di notte e all’aperto, nei pressi di un tempio o vicino alle risaie. Lo spettacolo è sempre accompagnato da un’orchestra pinpeat e da due narratori. Occorrono anche un ampio sipario bianco, di circa dieci o dodici metri e alto circa cinque. Il fuoco si posiziona davanti ai proiettori in modo che le silhouettes delle marionette vengano così proiettate sullo schermo bianco.

Sovana Phum era una delle cinque compagnie teatrali di marionette ombra nel paese.

Il Ministero della Cultura e delle Belle Arti ha assunto il controllo della troupe.
Le esibizioni continueranno, e sempre con lo stesso nome Sovana Phum Theater Organization.

Kosal è stato nominato consulente tecnico.

Lo Sbek Thom

La tradizione del teatro delle ombre in Cambogia nasce intorno al VII secolo. Sopravvive al crollo degli imperi, alle guerre e sopravvive anche al Regno dei Kmher Rossi, dove oltre ai quasi 2 milioni di persone che hanno perso la vita, sono andate distrutte anche quasi tutte le tracce di arte antica o sacra.

Dopo la caduta di Angkor, nel XV secolo, il teatro delle ombre passa da attività rituale a genere artistico, pur conservando una dimensione cerimoniale.

Dal 1979 lo Sbek Thom rinasce gradualmente grazie ai pochi artisti sopravvissuti.

Patrimonio UNESCO 2005

L’Unesco riconosce il teatro delle ombre come capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità già dal 2005. Dal 2008 il teatro delle ombre si unisce alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.

Questi riconoscimenti permettono alla Cambogia di proteggere lo Sbek Thom contro il pericolo di scomparsa.

Il grande teatro delle ombre non ha conquistato solo la cultura asiatica per la sua sinuosità ed eleganza, ma anche quella di molti altri burattinai da tutto il mondo.