Chiara Fumai e l’arte del femminismo radicale

Attraverso le video-installazioni, la creativa dà voce alle protagoniste del movimento

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Chiara Fumai
Uno dei lavori in mostra al Centro d'arte "Luigi Picci"

Il Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato organizza una retrospettiva di Chiara Fumai. Dal 2 aprile al 29 agosto l’esposizione “Poems I will never release” approfondisce la personalità dell’artista.

Chi è Chiara Fumai?

Nasce a Roma nel 1978, ma cresce a Bari. Inizia il suo percorso creativo come dj e musicista techno per poi creare opere video. Nelle sue performance utilizza il linguaggio dell’ideologia radicale femminista. Infatti, le voci di donne che hanno lottato per esprimersi hanno contribuito alla sua maturazione. Ribellandosi al pregiudizio che grava sull’artista donna, elabora un vocabolario di rivolta, violenza e noia. Muore nel 2017.


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Le performance di Chiara Fumai

Realizza video-installazioni, wall drawing e opere che descrivono la società del 21° secolo. Si interessa di esperienze medianiche e magia nera e realizza “This last line can not be translated”. Il lavoro ha vinto il premio New York nel 2017 e ha trovato spazio alla Biennale di Venezia del 2019. In “The book of evil spirits” documenta una serie di sedute spiritiche a cui partecipa Eusapia Palladino.
Tra le sue prime opere è da menzionare “Chiara Fumai presenta Nico Fumai” (2008). La forza del messaggio si esplica nella trasformazione della figura paterna, presentata come cantante pop degli anni ’80. Così Fumai spiega i meccanismi mediatici della televisione italiana e affermare la propria visione del mondo. La mostra propone poi due spazi domestici che hanno segnato la carriera dell’artista. “The moral exhibition house” presenta la casa come luogo dell’insurrezione femminista.

La mostra “Poems I will never release”

La mostra cattura lo “slavoro” di Fumai, cioè una produzione decennale che comprende un corpus delle sue performance. Il titolo riprende l’ultimo autoritratto dell’artista, un burattino che indossa una maglietta col proposito. La creativa ha basato il suo lavoro sull’esecuzione di parole scritte di altri, incanalandone i pensieri. L’allestimento comprende anche “I did not say or mean “Warning””, premiato al Furla 2013. Una donna guida lo spettatore attraverso la collezione della Fondazione Querini Stampalia a Venezia. Accompagna la mostra una monografia, a cura di Francesco Urbano Ragazzi, Milovan Farronato e Andrea Bellini. Il libro comprende testi critici che descrivono il lavoro di Chiara Fumai da differenti prospettive. Presenta poi una cronologia approfondita della sua opera e una selezione di immagini e documentazione.
L’esposizione sarà proposta nei prossimi due anni a La Loge di Brussels e alla Casa Encendida di Madrid.

Immagine della cartella stampa.