Chiara di Luca: Persefone e la scoperta di sé

Gli artisti indagano i miti greci e il pensiero di Nietzsche

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Chiara di Luca
Chiara di Luca e Aronne Pleutieri in mostra dal 17 settembre

A IN PRATICA, il progetto proposto da Collezione Giuseppe Iannaccone, sono protagonisti i giovani artisti Chiara Di Luca (Milano, 1996) e Aronne Pleuteri (Erba, 2001). Sabato 17 settembre inaugura Caos Calmo, l’ottavo appuntamento dell’iniziativa, una mostra a cura di Daniele Fenaroli e Gloria Vergani. Appuntamento dalle 15 alle 18. Press preview in programma venerdì 16 settembre alle 11.


Aronne Pleuteri e Chiara Di Luca a Caos Calmo


Chiara Di Luca e Aronne Pleutieri hanno trovato ispirazione nelle opere della collezione Giuseppe Iannaccone?

Se nelle tappe precedenti il confronto è avvenuto col lavoro di artisti contemporanei, per la prima volta, Di Luca e Pleuteri sono invitati a relazionarsi con opere della Collezione anni Trenta. La raccolta è ampliata con recenti acquisizioni. Hanno così incrociato prospettive molto lontane temporalmente, ma sorprendentemente vicine per sentimenti ed emozioni comuni. Hanno fatto ricordo a un processo simile alla “pratica” che svolgono gli avvocati alle prime armi. Pertanto si sono confrontarsi con le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione. Puoi visitare l’esposizione dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17 solo su prenotazione all’indirizzo: [email protected].

Chiara Di Luca

L’artista parte dalla mitologia greca e in particolare dalla storia di Persefone, la fanciulla rapita da Ade, dio degli Inferi, e contesa tra la superficie dei viventi e la profondità. Il suo passo ricade su due confini opposti e genera un grande atto di presa di coscienza. Infatti attraversa lo strato d’erba che è proprio il confine tra il mondo delle apparenze e quello dell’inconscio, della verità. Compiuto il viaggio e superati i limiti il caos che ci travolge, i pensieri, i dubbi diventano calmi, lenti, pazienti e ci conducono alla più vera conoscenza di noi stessi. Nel lavoro la protagonista diventa la nostra guida, ci ospita nel suo racconto, incoraggiandoci a superare qualsiasi tipo di ostacolo, fisico o cerebrale. Così si raggiunge la più profonda scoperta e riscoperta di noi stessi.

Aronne Pleutieri

Indaga i racconti di Così parlò Zarathustra, in particolare il momento in cui Nietzsche confida ai suoi impavidi compagni di viaggio il volto del suo acerrimo nemico. Da qui la pratica dell’artista si concentra sullo Spirito della Gravità. Il profeta è sovrastato dal peso del suo oppressore, che, mentre lui prova a innalzarsi, lo schiaccia. Vi è qualcosa che ci spinge a terra e allo stesso tempo qualcosa che ci rialza. Pleuteri spalanca finestre atemporali che raccontano una storia tragicomica di precarietà e caducità, un superamento della forma per arrivare alla materia. Si constata che l’apparente caos dell’organismo è anche ordine e calma.

Immagine da cartella stampa.