Chia Coin: la criptovaluta che potrebbe far sparire gli hard disk

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Chia Coin

Il Bitcoin continua a scaldare i mercati e dopo un anno di formidabili rialzi, l’impronta ambientale delle attività di mining solleva ulteriori interrogativi sulla sostenibilità di lungo termine del progetto di Nakamoto. E una criptovaluta si candida come alternativa green: Chia Coin.

Ma cos’è una criptovaluta?

Le criptovalute sono in tutto e per tutto delle valute trattate in mercati appositi, ma che a differenza del Dollaro o l’Euro non possono essere scambiate fisicamente in quanto esistono unicamente in forma digitale. Attraverso i mercati che si occupano delle criptovalute si può facilmente passare da una criptovaluta all’altra, o convertirle in dollari, euro o altre valute classiche.


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Come si ottiene?

In due modi: tramite il mining o tramite lo scambio valutario. Il mining non è altro che mettere a disposizione delle società che creano queste valute la capacità di elaborazione dati della vostra CPU e della scheda video. In poche parole, gli utenti che vogliono fare “mining” scaricano un’applicazione che di volta in volta distribuisce pacchetti di dati da elaborare. In cambio dell’elaborazione di questi dati si riceve una ricompensa nella valuta virtuale che è tanto maggiore quanto più performante è il proprio sistema e quindi quanti più dati si elaborano. Occorre per questo motivo possedere una macchina parecchio performante. Attualmente le criptovalute più conosciute al mondo sono Bitcoin e l’Ethereum. Ma ne esistono a decine che si scambiano su mercati appositi, utilizzando il dollaro come valuta di riferimento.

Chia Coin: per quale motivo potrebbe far sparire gli SSD?

La criptovaluta Chia cambia un po’ le regole del gioco. Creata da Bram Cohen, il papà di BitTorrent, si propone come una criptovaluta green. Di fatto il suo funzionamento riduce al minimo lo spreco energetico. In quanto, stavolta a essere richiesta non è la capacità di elaborazione dati del vostro sistema, ma lo spazio di archiviazione e la velocità di trasferimento dati. Quindi si otterranno ricompense maggiori quanto più spazio di archiviazione si metterà a disposizione e con quale velocità questi saranno resi disponibili per l’upload. L’aspetto negativo di questa novità sarà il quasi sicuro innalzamento dei costi di hard disk e SSD. Una rapporto della società di Hong Kong HKEPC, prevede che i prezzi potrebbero presto subire un aumento che va dai 24 fino ai 77 dollari.