Il giorno di Pasqua, domenica 21 aprile, in Sri Lanka, più precisamente nella città di Colombo, si sono verificati una serie di attentati contro tre chiese e tre alberghi, questi ultimi molto frequentati anche da turisti stranieri. Gli alberghi in questione sono il Cinnamon Grand Hotel, situato nei pressi della residenza del primo ministro, mentre gli altri alberghi che hanno subito la stessa sorte sono lo Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel, inoltre, a questi se ne aggiunge un altro nella città di Dehiwala, situata nella provincia occidentale del Paese, in cui due persone sono morte nell’esplosione.

Quanto alle chiese coinvolte negli attentati: una è il santuario di sant’Antonio a Kochchikade, che si trova nella periferia della capitale; le altre due chiese si trovano, una nella città di Negombo, a maggioranza cattolica, mentre un’altra ancora si trova nella città orientale di Batticaloa. Il numero totale delle vitttime è stato di 253 persone, inizialmente si parlava di un numero maggiore, quasi 359 persone, ma successivamente, il governo srilankese, tramite il ministero della salute, ha corretto la cifra.

Un altro risvolto molto triste di questi attentati sono i dati forniti dall’Unicef, secondo il quale, durante gli attenati hanno perso la vita circa 45 bambini, molti di loro sono rimasti orfani, tuttavia a questi ultimi è stata fornita ogni tipo di assistenza per superare il trauma.

Chi si nasconde dietro queste stragi d’innocenti? Secondo fonti stampa, l’ISIS sarebbe responsabile degli attentati, che ha rivendicato tramite la sua agenzia stampa Amaq, si legge nel comunicato del gruppo terrorista: ” Coloro che hanno condotto l’attacco che ha preso di mira membri della coalizione a guida Usa e cristiani in Sri Lanka sono combattenti dello Stato islamico”.

La rivendicazione è ancora da dimostrare, ma è quasi certo che vi sia Daesh dietro quest’attentato. Intanto, ciò che si può confermare con certezza, è la morte del leader del commando che ha eseguito gli attentati il giorno di Pasqua. Secondo alcune fonti d’informazione, sarebbe morto nell’attentato allo Shangri-La hotel.

Le autorità srilankesi hanno accusato dell’attentato gruppi terroristici locali, i quali sono gli esecutori materiali delle stragi, più nello specifico, puntano il dito contro la National Thowheeth Jam’ath, gruppo terroristico locale.

Il primo ministro Ranil Wickremesinghe è convinto che dietro gli attentati ci sia Daesh poichè secondo le sue parole: ” C’è stato un addestramento e un coordinamento che non avevamo mai visto prima”. Intanto, due gorni fa, la polizia avrebbe disposto il fermo di sessanta persone e ne avrebbe arrestate almeno diciotto.

Nel frattempo che proseguono le indagini, tre giorni fa, è stato diffuso un breve filmato, in cui si vede uno dei probabili attentatori che entra nella chiesa di San Sebastiano situata nella città di Negombo.

Il Paese è ancora sotto shock per questa serie di attentati, tuttavia non mancano le accuse rivolte alle autorità che secondo alcuni, sono responsabili di aver ignorato l’allerta diffusa già da molto tempo.

Già a inizio mese, le autorità americane e indiane avevamo avvisato il governo srilankese della possibilità di attentati sul territorio.

Il ministro della difesa Ruwan Wijewardene ha dichiarato che, secondo le prime indagini, gli attentati di Pasqua sarebbero una ritorsione per l’attentato alla moschea di Chirstchurch in Nuova Zelanda avvenuto a marzo scorso.

La teoria, però, non è credibile, poichè per pianificare questo genere di attentati ci vogliono mesi di preparazione, tuttavia, allo stato attuale, nulla si può escludere.

Il giorno dopo l’attentato le autorità srilankesi hanno riferito che uno degli attenatori era stato arrestato qualche mese fa, per aver vandalizzato la statua di Buddha.

I servizi di sicurezza srilankesi, subito dopo l’informativa trasmessa dagli Stati Uniti e dall’India, si sono limitati semplicemente a porre sotto sorveglinaza la National Thowheeth Jama’ath senza intrapendere iniziative volte a prevenire gli attentati in questione.

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