Chi é Pengsoo, il pupazzo cattivo che spopola in Sud Corea?

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Se siete abituati a pensare che le mascotte siano tranquilli e carini peluche giganti animati da essere umani, vi dovrete aggiornare.
Nella Corea del Sud sta infatti spopolando, ormai da qualche tempo un enorme pinguino dal nome Pengsoo che di tenero non ha proprio niente.

Pengsoo è un pupazzo alto poco più di due metri che da qualche mese monopolizza il web e la televisione coreana, con un proprio canale YouTube gestito da Gian Peng Tv con quasi 1.2 milioni di follower, in piena competizione con il gruppo K-pop (la musica pop che spopola in Corea) in voga al momento, i BTS.

L’enorme pinguino non si propone come il solito personaggio simpatico con la voce infantile e i modi affabili, ma sembra quasi più uno scomodo ma simpatico amico che ha il coraggio di fare cose che noi non avremmo il coraggio di fare. Una sorta di pupazzone scomodo adatto a tutta la famiglia, come lo ha descritto alla BBC coreana Lee Seulyena, produttore di EBS che ha creato il personaggio e ne gestite la visibilità.

L’azienda non nasconde che l’enorme pinguino si ispira alla figura di un altro carattere molto famoso nel paese asiatico, Pororo, un altro pinguino molto più simpatico e politicamente corretto amato dai bambini e dalle bambine.


Pengsoo nasce invece come personaggio genderless (senza genere), cioè senza un genere specifico. Non si dichiara volutamente né maschio né femmina e in inglese pretende che quando si parli di lui si utilizzi “it”, il soggetto neutro. In inglese, perché lo stesso Pengsoo e i suoi creatori puntano ad esportare il pupazzo e la sua irriverenza anche all’estero. Ed è il prestigioso Korea Institute for Industrial Economics and Trade a confermare che ne esistono al momento i potenziali, spiegando che il pupazzo è famoso soprattutto nella fascia di età  tra i 20 e i 30 anni, quella con la più grande capacità di spesa.

Pororo, il personaggio dei cartoni animati dal quale si è sviluppato Pengsoo

Pengsoo, che è stato anche nominato come personaggio dell’anno in Sud Corea, sembra avere tutte le carte in regola per prendere un aereo e diffondere i suoi video virali per il mondo. Chissà se un giorno il suo umorismo coreano conquisterà anche la televisione italiana.

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