Chi fu Emmeline Pankhurst? Ecco tutto sulla prima Suffragetta

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Emmeline Pankhurst
Emmeline Pankhurst

Emmeline Pankhurst è stata una leader del movimento delle Suffragette in Inghilterra, nonchè la fondatrice del Women’s Social and Political Union.

La vita di Emmeline Pankhurst

Emmeline Pankhurst nacque il 15 luglio 1850 nel Regno Unito. Entrambi i genitori di Emmeline partecipavano attivamente con il partito liberare alla lotta contro la schiavitù e per i diritti delle donne. Spirito che, la giovane Emmeline, ereditò ben presto. Nell’autobiografia che ha ispirato “Suffraggette”, il film di Sarah Gavron, Emmeline racconta un episodio emblematico della sua infanzia. I genitori le si avvicinarono per darle la buonanotte ed il padre, convinto lei che stesse dormendo, disse: “Se solo fossi un maschio“. La bambina, diventata donna, capì ben presto il significato di quella frase: in Inghilterra le donne non contavano nulla.

L’inizio della lotta ai diritti delle donne

Emmeline iniziò a spendersi per le donne e con le donne nel 1903, dopo aver sposato Richard Pankhurst, un avvocato che supportava i diritti femminili, quando fondò il Women’s Social and Political Union. Il principale obiettivo del gruppo era l’estensione del suffragio universale alle donne. Nel maggio del 1914 Emmeline Pankhurst venne arrestata davanti a Buckingham Palace. Nel 1928, finalmente, il suffragio universale venne esteso a tutte le donne che avessero compiuto 21 anni. Lei morì due settimane dopo, come se il suo compito su questa terra fosse ormai finito.

Emmeline Pankhurst e le Suffragette

Emmeline era un personaggio appassionato: aveva fiducia in sé stessa ed era in grado di ispirare le persone. Un carattere forte e carismatico che la resero una delle figure più emblematiche del movimento delle Sufragette. Il movimento combattevano una dura battaglia ideologica nei confronti degli esponenti liberali, considerati il principale ostacolo per l’attuazione delle proprie rivendicazioni. I metodi di protesta del movimento divennero sempre più esasperati, tanto quanto era esasperata la loro richiesta. L’immagine più forte di questa lotta rimane quella di una delle più determinate alleate di Emmeline Pankhurst, Emily Davison. Fu lei a lanciarsi contro il cavallo di re Giorgio V durante il derby di Epsom. Emily voleva agganciare la bandiera del voto alle donne al cavallo, ma venne travolta e uccisa dall’animale. Il re non si preoccupò di lei, ma solo del suo cavallo e del fantino che lo montava.