Chernobyl: impatto positivo sul turismo, ma pessimo sui superstiti

Chernobyl, la serie TV cult del momento, sta ottenendo un impatto incredibile sul turismo. Purtroppo, però, il clamore mediatico non ha solo effetti positivi.

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Chernobyl è fra le serie TV che stanno ottenendo un maggior impatto sul grande pubblico in questo 2019. Trasmessa su HBO in USA e programmata per essere trasmessa su LA7 nei prossimi mesi, la serie si basa sulle terribili vicende di Chernobyl, la località ucraina dove avvenne il celebre disastro nucleare.

Meritevole di mostrare con estrema crudezza quanto accadde in quelle terribili giornate, quelle che vengono considerate le cause del disastro ed il comportamento eroico di alcune delle persone coinvolte, la mini serie ha ottenuto una popolarità incredibile in tutto il mondo, al punto da spingere la Russia a creare una serie TV che mostri la propria visione dell’accaduto – la serie americana sottolinea infatti come molti lituani furono mandati a lavorare lì dall’Unione Sovietica contro la loro volontà.

Nonostante gli strascichi del disastro rendano Chernobyl una zona non propriamente ospitale anche 33 anni dopo l’accaduto, l’impatto della serie TV ha fatto sì che i numeri del turismo rivolto verso il luogo dell’incidente lievitassero a dismisura. Dove sorgeva la centrale, infatti, è oggi attivo un percorso turistico sicuro, costruito in maniera tale da portare le persone soltanto nei punti in cui il rischio radioattivo non è più presente – ma sempre seguendo rigide regole che rendano i rischi ancora più blandi.

In seguito al boom dello show, inoltre, è stato aperto un ulteriore percorso che conduce le persone proprio attraverso i punti in cui è stata girata la serie, tutte zone ormai decontaminate da anni. I turisti devono indossare abiti speciali, seguire il percorso indicato dalle guide senza variazioni e subire controlli atti ad individuare tracce di radioattività: nonostante il rigido protocollo da seguire, il boom è tale che i biglietti per le visite sono completamente sold out fino a gennaio 2020, ed è probabile che ben presto accadrà lo stesso anche per i biglietti relativi ad i mesi successivi. Un impatto davvero incredibile dunque, che dimostra come la cultura e lo spettacolo possano essere un ottimo motore per l’economia.

Chernobyl: la serie TV riapre terribili ferite

Non sono tuttavia tutti positivi gli effetti che il successo di “Chernobyl” ha sugli autoctoni, o meglio su chi ha vissuto questa terribile esperienza. Molti fra i superstiti hanno infatti pronunciato dichiarazioni che sottolineano come la realizzazione della serie TV abbia riaperto vecchie ferite e riacceso antiche sofferenze. Queste, ad esempio, le parole di Kestutis Kazlauskas, uomo di 61 anni che fu mandato a lavorare a Chernobyl quando ne aveva 28.

La sensazione era quella di andare in guerra, e siamo rimasti sorpresi di essere tornati a casa salvi. Purtroppo non sani: ebbi immediatamente problemi alla tiroide, pressione sanguigna elevata e caduta dei denti. Purtroppo, la nuova serie sta facendo tornare a galla tutta quella sofferenza

Un altro superstite, Algiridas Simenas, ha usato parole più dure:

a me le cose sono andate abbastanza bene, ma ci sono colleghi che non sono stati trattati come meritavano dopo l’incidente. La pubblicità fatta dalla serie di hbo non cambierà nulla, non ci aspettiamo più di ricevere altro.

Rivivere alcuni momenti è senza dubbio terribile per chiunque, tant’è che poco tempo fa un altro superstite si è addirittura suicidato. Ciononostante, rimane comunque molto positivo che una serie sia stata utilizzata per denunciare gli errori che portarono ad uno dei più grandi disastri di sempre: ricordare può essere utile per far sì che nulla del genere possa mai più accadere.