Che fine hanno fatto le operazioni NATO e la Defender Europe 2020?

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SIAULIAI, Lituania – il 20 aprile le forze militari di quattro alleati e due partner dell’Alleanza Atlantica hanno effettuato voli di addestramento coordinato da Polonia, Germania e Repubbliche Baltiche, affiancate dall’aeromobile NATO E-3A AWACS.
Le operazioni, che si concluderanno oggi, hanno riguardato la simulazione di alcuni tra i più comuni scenari di guerra e interessato la spazio aereo internazionale sovrastante il Mar Baltico.

Sebbene ufficialmente le esercitazioni militari NATO collegate all’operazione statunitense “Defender Europe 2020” siano da considerarsi “congelate” nella giornata di ieri, 20 aprile, l’aviazione militare di quattro forze degli alleati e due partner dell’Alleanza Atlantica hanno coordinato alcune prove congiunte con l’impiego di velivoli e infrastrutture militari e civili. 

L’obiettivo dell’esercitazione di Ramstein Alloy 20-1 era quella di mettere in pratica progetti di coordinamento tra partner e alleati NATO. 

I mezzi schierati – partiti ciascuno dalla propria base nazionale – sono stati aerei da combattimento F-16 del Belgio e della Polonia, un elicottero SAR e un aeromobile da trasporto L-C-27 della Lituania nonché Eurofighter tedeschi tra i quali un velivolo per il rifornimento di carburante aria-aria A400M, affiancati dai caccia finlandesi F-18 e JAS-39.

Tutte le missioni degli aeromobili sono state dirette dai centri di controllo e comunicazione di Karmelava e Tallinn, mentre l’aereo della NATO AWACS è stato coordinato dalle milizie polacche e tedesche affiancate dai combattenti belgi e svedesi durante l’addestramento.

“Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, rendendo il primo giorno un vero successo” dichiara il rapporto dell’operazione.

Durante la prima fase dell’esercitazione aerea sono stati ricreati gli scenari bellici che più frequentemente possono accadere nel corso di un reale combattimento. 

Dapprima l’aeromobile da trasporto lituano C-27 ha simulato una situazione COMLOSS tra lo spazio aereo estone e quello finlandese, ossia il caso in cui il pilota perda le comunicazioni con la torre di controllo civile. Obiettivo dell’operazione è stato quello di mettere appunto tutti i processi di risposta e coordinamento necessari per gestire un simile evento: dalla registrazione dell’aeromobile COMLOSS al lancio dei caccia e dell’intercettazione, dall’identificazione alla consegna dell’aereo. 
L’operazione è stata condotta con gli F-18 dell’aviazione finlandese e gli F-16 di quella polacca.

Un secondo test ha riguardato l’espulsione dell’equipaggio simulata con l’attivazione della catena di ricerca e salvataggio, durante la quale un velivolo F-16 belga è stato “salvato” da un elicottero lituano Mi-8 SAR.

Ancora, la A400M tedesca ha eseguito un rifornimento di carburante aria-aria con Eurofighter tedeschi a jet belgi e svedesi, i quali poi hanno proseguito l’esercitazione conducendo un diversivo di pratica con sorvolo sulla base aerea Siauliai, in Lituania.

È stata una perfetta esecuzione del piano collettivo” ha dichiarato entusiasta il leader della lega di Ramstein presso il Combined Air Operations Center di Uedem in Germania, che ha pianificato e coordinato l’esercitazione. 

Oggi, 21 aprile, alleati e partner continueranno a lavorare insieme per mettere in pratica procedure di allerta a reazione rapida e migliorare le relazioni, la sicurezza e l’interoperabilità tra le forze aeree alleate e partner.

La grande operazione Defender Europe 2020, invece, che avrebbe dovuto spiegare un totale di 30 mila soldati – dei quali 20 mila direttamente da oltreoceano equipaggiati con oltre 13 mila mezzi pesanti e pezzi d’artiglieria – è stata bruscamente arrestata dall’epidemia di coronavirus.

La sorte di Defender Europe 2020

A causa dell’emergenza sanitaria il Comando statunitense delle Forze Armate in Europa (USAREUR) – su indicazione del Segretario della Difesa – ha annunciato un sostanziale ridimensionamento dell’operazione americana nota col nome “Defender Europe 2020” che sarebbe stata concentrata nella fascia orientale europea ai confini con la Russia dal 27 aprile al 22 maggio. 

L’operazione, che avrebbe costituito il più grande dispiegamento campestre di uomini e mezzi mai tentato prima, avrebbe dovuto testare le capacità logistiche in un’operazione congiunta tra le forze NATO e le milizie statunitensi nonché sarebbe servita a implementare le infrastrutture esistenti sul territorio europeo a supporto degli alleati in Germania, Polonia e Repubbliche Baltiche.

Per approfondire: Militari USA in Ue: l’opposizione di Russia, Lettonia e sinistra tedesca

In una nota del Dipartimento delle Forze Armate USA in Europa si legge: “Da gennaio l’Us Army ha dispiegato circa 6000 soldati dagli Stati Uniti in Europa spostando circa 9000 veicoli e pezzi d’equipaggiamento dalle scorte preposte dell’esercito e circa 3000 pezzi di equipaggiamento via mare dagli Stati Uniti. E, in coordinamento con alleati e partner, ha anche completato il movimento di soldati e attrezzature da più porti verso le aree di addestramento in Germania e in Polonia”.

Dal medesimo comunicato – forse anche a seguito del ritiro di molti Paesi europei tra i quali l’Italia – si apprende che “Dal 13 marzo, tutti i movimenti di personale e attrezzature dagli Stati Uniti verso l’Europa sono cessati. La salute, la sicurezza e la prontezza dei nostri militari, civili e familiari è la nostra principale preoccupazione”. 

Nonostante l’epidemia le autorità hanno annunciato che il Combat Team della Brigata corazzata già spiegata in Europa porterà a termine l’addestramento condiviso con le forze degli alleati nell’ambito dell’esercitazione Allied Spirit, mentre le altre milizie statunitensi sbarcate in Europa per le esercitazioni collegate saranno presto rimpatriate. 

A essere completamente annullate: la Dynamic Front, la Joint Warfighting Assessment, la Saber Strike e la Swift Response, esercitazioni NATO collegate al Defender Europe 2020.

Solo Germania e Polonia hanno dichiarato che l’emergenza sanitaria legata al coronavirus non interferirà con le operazioni concordate. 

Il dipartimento della Difesa tedesco, nel precisare che le operazioni proseguiranno sotto lo stretto monitoraggio della situazione sanitaria, ha reso noto che “Al momento le informazioni vengono confrontate due volte al giorno con il centro situazioni della base militare del Bundeswehr a Bonn e il centro situazioni dell’USAEUR a Wiesbaden sulla situazione attuale, sugli eventi del DEF2020 e sulla situazione circa il coronavirus“.
Se appariranno casi sospetti tra i militari USA al DEF20 in Germania, misure ulteriori verranno intraprese in stretta collaborazione con il servizio medico centrale del Bundeswehr, strutture mediche regionali del Bundeswehr e ufficiali pubblici regionali di competenza. In alcuni casi, le misure specifiche di protezione medica vengono adottate in conformità con gli standard delle forze armate statunitensi e i dipartimenti tedeschi militari e civili responsabili, nonché in coordinamento con essi”, ha chiarito il Bundeswehr.

Le operazioni annullate

Già l’11 marzo la crisi sanitaria aveva determinato le prime defezioni alla grande esercitazione congiunta che avrebbe dovuto coinvolgere le forze dell’Alleanza Atlantica. 

La prima grande operazione a essere stata annullata è stata la “Cold Response 2020” che avrebbe spiegato oltre 15 mila soldati nella parte più settentrionale della Norvegia, a Tromso. 
Rune Jakobsen, capo del Comando operativo delle forze armate norvegesi aveva così giustificato la decisione: “Il coronavirus è fuori controllo, vogliamo preservare le generali capacità operative delle truppe in modo da poter sostenere la comunità in vista del periodo turbolento che ci aspetta”.

Nello stesso giorno, anche il nostro Paese si chiamava fuori dall’operazione: il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini aveva allora spiegato che “Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise dal Governo per questo ho valutato congiuntamente con lo Stato Maggiore della Difesa e informando il Comando NATO di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020. Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze Armate in questa situazione”.
Secondo quando specificato dalla Difesa, infatti, l’Italia avrebbe preso parte all’operazione inviando un proprio contingente dell’Esercito: “La pianificazione prevedeva l’impiego di un gruppo operativo della Brigata Folgore in Lettonia e un gruppo operativo della Brigata Garibaldi in Germania”.

Anche il Regno Unito sta valutando se annullare la propria partecipazione all’operazione NATO.
In particolare, la Peace Pledge Union, tra le maggiori organizzazioni pacifiste britanniche, ha rivolto un appello al Primo Ministro Boris Johnson per chiedere che le risorse destinate alla Difesa vengano ridistribuite al settore sanitario per fronteggiare l’epidemia di coronavirus: “Il denaro” specifica l’organizzazione “potrebbe contribuire ai costi che dovranno esser sostenuti dalla sanità e dalla previdenza sociale, oltre che a iniziative che hanno come obiettivo quella di assistere coloro che stanno perdendo il proprio lavoro o che hanno difficoltà nel pagamento dell’affitto a causa della pandemia di coronavirus, o per supportare le persone la cui sanità mentale è a rischio a causa dell’isolamento”.

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