Charlotte Posenenske e l’arte seriale e modulare

L'artista in pochi anni ha trattato argomenti sociali ed economici nella sua produzione artistica

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Charlotte Posenenske
Charlotte Posenenske, Series D, Airport Frankfurt, 1967. Courtesy the estate of Charlotte Posenenske and Mehdi Chouakri, Berlin

Dall’11 settembre la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta la prima mostra italiana di Charlotte Posenenske. L’evento è a cura di Vincenzo de Bellis.


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Cosa rende unica Charlotte Posenenske?

Artista di fama internazionale e figura centrale del movimento minimal tedesco, lavora prevalentemente con la scultura. Ottiene ampi riconoscimenti in Germania e altri paesi fino alla decisione, nel 1968, di dedicarsi alla sociologia. Insiste sui concetti di ripetizione e fabbricazione industriale e affrontava le preoccupazioni socioeconomiche e politiche del tempo. Ripensa anche allo status quo del mercato dell’arte, rifiutando le gerarchie culturali prestabilite. 

Le sculture seriali

“From B to E and more” è allestita a Bolzano e ripercorre l’evoluzione della pratica di un’artista. L’esposizione presenta una serie di opere, tra le più conosciute, realizzate in realtà in poco più di un anno. Si confronta con le dinamiche che governano le strutture economiche mondiali e in particolare il sistema dell’arte contemporanea. Charlotte tra il 1956 e il 1968 si occupa di arte, soprattutto in senso democratico. Realizza lavori in cartone e alluminio, geometrie modulari che riprendono il disegno industriale. Il suo messaggio è che l’arte può essere considerata come i prodotti fabbricati, non opera rara e di pregio. Una considerazione che nasce dal periodo storico in cui vive, la guerra in Vietnam e i movimenti di protesta studentesca. L’espressione creativa non è sufficiente ad affrontare i problemi sociali e pertanto ha perso di valore.

La mostra a Bolzano

L’artista ha lavorato su tematiche sociali oltre 50 anni fa, ma è ancora attuale. Nonostante i progressi della civiltà, ciclicamente ci confrontiamo con le stesse preoccupazioni. Quindi in anni di pandemia, proteste sociali e preoccupazioni per la polarizzazione economica, l’esposizione assume un significato. La mostra è realizzata con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano. Il percorso alla Fondazione Dalle Nogare sarà visitabile fino al 2022.

Immagine cartella stampa.