Charlie Gard, il piccolo che ha commosso il mondo

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Charlie Gard

Nelle ultime settimane ha fatto molto discutere la vicenda del piccolo Charlie Gard. Il bimbo, vive con i suoi genitori nel Regno Unito e soffre dalla nascita di una sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia rarissima (ci sono sedici casi in tutto il mondo) che impedisce all’organismo di produrre energia per mantenere in vita gli organi principali come il fegato, il cervello. Col risultato che si spegneranno progressivamente.

La tragica storia del piccolo Charlie è uscita fuori dai confini del Greet Ormond Street Hospital – l’ospedale di Londra dove è ricoverato – e del Regno Unito perchè legata anche ad alcuni aspetti giudiziari. I genitori, infatti, avrebbero voluto sottoporre il piccolo a un trattamento sperimentale negli Stati Uniti ma il Regno Unito aveva respinto la richiesta perchè il viaggio avrebbe causato ulteriori sofferenze al piccolo a fronte di quasi irrealistiche possibilità di miglioramento. Interpellata la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, quest’ultimo organo – tribunale internazionale che non appartiene all’Unione Europea – ha respinto l’appello dei genitori ribadendo la sovranità del Paese.

E così saranno i medici dell’ospedale londinese a decidere quando staccare la spina.

Anche Papa Francesco è intervenuto, attraverso l’Ufficio Stampa del Vaticano, esprimendo la sua posizione nei confronti della debole vita di questo piccolo di soli dieci mesi.

“Il santo Padre segue con affetto e commozione la vicenda del piccolo Charlie Gard ed esprime la propria vicinanza ai suoi genitori. Per essi prega, auspicando che non si trascuri il loro desiderio di accompagnare e curare sino alla fine il proprio bimbo”. 

 

Charlie Gard

Venerdì scorso il Santo Padre aveva così twittato “difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”, riferendosi, seppur non esplicitamente, proprio a Charlie e alla sua tragica vicenda.

La vita prima di tutto. Nessuna vita è di serie A o B. Anche se una malattia incurabile ha preso il sopravvento, ogni vita seppur fragile e destinata a spegnersi, merita di essere vissuta, altrimenti, come ha affermato Cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei “è la cultura dello scarto”.

Un pensiero va ai genitori di Charlie, che hanno ringraziato la comunità internazionale per la solidarietà e che al tempo stesso chiedono che si spengano i clamori, anche per dedicarsi a vivere intensamente gli ultimi istanti del loro piccolo fino a quando si avrà la decisione estrema. Ma non manca anche una vena di polemica. Nei giorni scorsi su Facebook i Gard avevano scritto “non ci è stato permesso di scegliere se nostro figlio potesse vivere e nemmeno quando e in che luogo dovesse morire”. Insomma, hanno affidato al social network non solo l’occasione di ringraziare chi aveva anche donato soldi per portare il piccolo negli Stati Uniti, ma anche la loro delusione per essere stati abbandonati e lasciati soli ad affrontare una tale tragedia.

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