Charles Manson: 95 anni fa nasceva il criminale più famoso d’America

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Charles Manson

Molti hanno riscoperto la sua figura grazie all’ultimo film di Tarantino, Once Upon a Time in…Holliwood, dove è interpretato dall’attore Damon Herriman. Ma l’oscura fama di Charles Manson, uno dei criminali più efferati d’America, comincia molto prima, negli anni ’60. Comincia con un giovane ribelle, con l’amore per i Beatles e con un sogno infranto.

Un’infanzia difficile

Come spesso avviene per coloro destinati a diventare serial killer, l’infanzia di Charles Manson non fu facile. Figlio di una madre giovanissima e scapestrata, il piccolo Charles crebbe senza padre, seguendo la mamma, probabilmente una prostituta, nelle sue peregrinazioni di motel in motel. Per un certo periodo, trovandosi la madre in carcere, venne affidato agli zii.

Tra un arresto e l’altro

Non ci volle molto perché il ragazzo cominciasse a commettere alcuni reati, più o meno gravi, come furti d’auto e rapine nei negozi. Ancora minorenne, venne più volte affidato a diversi istituti di correzione, riuscendo sempre a fuggire.

Charles Manson
Un giovane Charles Manson

Durante l’ennesimo periodo di detenzione in riformatorio, diede prova del proprio sadismo stuprando un altro detenuto.

Ottenuta, malgrado ciò, la libertà condizionale, Manson sposò un’infermiera e per qualche tempo alternò lavori onesti, come il benzinaio o il parcheggiatore, ai soliti furti e contrabbando di auto rubate.

Dopo l’ennesimo arresto, per tutta risposta allargò il giro dei propri reati, dedicandosi allo sfruttamento della prostituzione.

Il criminale che sognava il rock

Nel tempo libero tra un crimine e l’altro, Charles Manson si dedicava ad alcuni inquietanti interessi: necromanzia, magia nera, esoterismo, ipnotismo.

Ma la sua passione più grande, quasi un’ossessione, era un’altra: la musica. Manson suonava la chitarra, componeva canzoni e sognava di diventare famoso come i suoi amati Beatles.

Charles Manson

Sì, i Beatles erano il suo gruppo preferito. Soprattutto la canzone Helter Skelter, nella quale Charles credeva di scorgere un messaggio nascosto, destinato a lui solo. <<Diffondi il caos!>> gli diceva la canzone. E Manson l’ascoltò.

The Manson Family

Nel frattempo, nella seconda metà degli anni ’60, Charles Manson aveva cominciato a dare forma alla comune destinata a diventare tristemente famosa come la famiglia di Manson. Una vera e propria setta, di cui lui era il capo assoluto e i cui adepti erano per lo più giovani donne reclutate tra i membri della comunità hippie.

Di giorno, la famiglia si procurava da vivere rubando o chiedendo l’elemosina; la sera, si dedicava ad orge a base di sesso e droga.

Erano diverse le teorie deliranti tramite cui Manson teneva legati a sé i suoi adepti. I Beatles, diceva, non erano solo bravi musicisti: erano in realtà i quattro cavalieri venuti ad annunciare l’Apocalisse. Ma non solo: una rivolta razziale di proporzioni gigantesche era alle porte, e presto la popolazione nera, fino ad allora vessata, avrebbe sterminato i bianchi. Ma loro, i membri della family, non dovevano aver paura di nulla: Charles Manson, la reincarnazione di Gesù Cristo in persona, li avrebbe salvati da tutto questo.

Cielo Drive

Ma, seppur nella follia, Manson non aveva ancora abbandonato il suo antico sogno musicale. Il produttore discografico Terry Melcher, figlio della cantante e attrice Doris Day, gli aveva dato delle speranze, mostrando interesse per alcune delle sue canzoni; ma, all’ultimo momento, l’aveva stroncato piuttosto duramente, lasciandogli intendere che la musica non fosse la sua strada. Charles, però, aveva deciso di insistere, andando a parlare con il produttore direttamente in casa sua, al numero 10.050 di Cielo Drive, a Beverly Hills. Ma, al suo arrivo nella lussuosa villa, aveva scoperto che Melcher non abitava più lì. Ci vivevano, adesso, il regista Roman Polanski e la sua bella moglie, l’attrice ventiseienne Sharon Tate.

Sharon Tate

L’omicidio di Sharon Tate

La notte del 9 agosto 1969, alcuni membri della Manson Family penetrarono nella villa a Cielo Drive. Erano Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkle e Linda Kasabian. Le ragioni del gesto non sono mai state chiarite con certezza, ma probabilmente si trattò di un tentativo di creare una falsa pista che scagionasse dall’accusa di un precedente omicidio un altro membro della family, Bobby Beausoleil, al tempo in carcere.

Polansky non era in casa, quella notte: si trovava a Londra per lavorare a quello che avrebbe dovuto essere il suo prossimo film, Il giorno del delfino. Nella villa, c’era Sharon Tate, all’ottavo mese di gravidanza, in compagnia di alcuni amici: la ricca ereditiera Abigail Folger; l’aspirante sceneggiatore Wojciech Frykowski; e l’ex fidanzato e amico della Tate Jay Sebring, famoso per essere il parrucchiere di personalità importanti quali Frank Sinatra e Jim Morrison.

Nelle sue condizioni, Sharon proprio non se la sentiva di rimanere sola nella grande casa; ed anche il marito l’aveva incoraggiata a circondarsi di amici fidati, in quel periodo così delicato.

Il primo a morire fu Steven Parent, un ragazzo di 18 anni che si trovava lì praticamente per caso: era amico del custode della villa e, dopo una visita a quest’ultimo, stava attraversando il parco per tornare a casa.

Sharon Tate, invece, fu uccisa per ultima. Secondo le testimonianze dei suoi assassini, la donna li avrebbe supplicati di lasciarla in vita ancora un mese, solamente un altro mese perché potesse dare alla luce il suo bambino. Ma la family non poteva aspettare.

I delitti successivi e la condanna

Soltanto il giorno dopo, il 10 agosto 1969, la famiglia si macchiò di altri due efferati omicidi: quello del ricco imprenditore Leno LaBianca e di sua moglie Rosemary.

Nelle settimane seguenti, i delitti si susseguirono. Fino alla cattura di alcuni membri della family per un reato minore, un furto d’auto. Linda Kasabian, che aveva preso parte agli omicidi e ne era rimasta sconvolta, confessò ogni cosa, permettendo di arrestare i propri complici, ma soprattutto il mandante Charles Manson.

Linda Kasabian raccontò di aver tentato di fermare i propri complici durante gli omicidi a Cielo Drive. La sua testimonianza fu preziosa ai fini della cattura di Manson e della family.

Manson e il resto della famiglia furono condannati a morte. Ma, nel 1972, la California abolì la pena di morte, e la loro condanna venne commutata in ergastolo. Manson sarebbe morto in carcere soltanto nel 2017, all’età di 83 anni.

Una svastica in fronte

Dal carcere, Manson continuò ad esercitare il proprio carisma e a dare prova della propria follia. Le ultime immagini che abbiamo di lui ritraggono un vecchio dalla lunga barba bianca, con una svastica tatuata sulla fronte.

Charles Manson
Un anziano Charles Manson

Nel 2014, la ventiseienne Afton Elaine Burton, che da anni si interessava al suo caso, insistette per sposarlo in carcere. Ironia della sorte, la giovane sposa aveva esattamente la stessa età che aveva Sharon Tate quando fu sepolta insieme al suo bimbo mai nato. Manson era diventato, in qualche modo, un’icona pop, un perverso simbolo del male, e qualcuno ne subiva ancora il fascino.

Charles Manson insieme ad Afton Elaine Burton
Charles Manson canta una delle sue canzoni

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