Champions League, l’obbligo di vincere è il divieto di non farlo

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Le prime partite delle italiane in Champions League hanno lasciato l’amaro in bocca e il prossimo turno, che le vedrà impegnate contro Feyenoord, Qarabag e Olympiakos, sarà praticamente già decisivo per le concrete possibilità di qualificazione alla fase finale.

L’unica che non ha perso è la Roma e l’unica squadra del suo girone contro cui fare il pieno di punti è proprio la squadra azera che, del medesimo, è la più debole e che, pur giocando in casa, non dovrebbe far preoccupare i giallorossi.

Discorso differente è quello della Juventus, che a Barcellona ha fatto vedere i limiti strutturali del mercato estivo, evidenziando una certa incompletezza dell’organico, ma che, nel fortino dell’Allianz Stadium, generalmente miete vittime anche illustri, garantendo, punti preziosi per il passaggio del turno.

Il Napoli, infine, dopo una sconfitta un pò inaspettata in terra ucraina, al San Paolo vanta una media goal che non si registrava da anni e il Feyenoord, sicuramente, non fa eccezione quanto a goal incassati, avendo già al passivo quattro reti subite dal Manchester City ed altrettante possibilità di ricevere lo stesso trattamento dai partenopei, che a Roma, in campionato, hanno appena demolito la migliore Lazio delle ultime stagioni.

Ovviamente tutti sanno che un conto è il giudizio informale, estraibile da un ragionamento più o meno discutibile; ben altro è scendere in campo per dimostrare concretamente il proprio valore calcistico.

E se il buongiorno si è visto dall’esordio, la preoccupazione di altri possibili scivoloni, non è poi così remota.

Ma se ciò dovesse accadere, saremmo certi che l’anno in corso registrerebbe un risultato sportivo tra i peggiori di sempre, che rischierebbe di vedere cancellato ogni velleitario tentativo di conquistare almeno il secondo posto nei rispettivi gironi.

Ipotesi azzardata e quantomai non augurabile, per il movimento italiano e l’esautorazione che avrebbe a livello internazionale, nei confronti del quale esiste ormai da tempo un evidente gap e una consolidata, riflessa opinione di scostante supremazia tecnica.

Ecco perciò che le partite in programma martedì e mercoledì prossimo avranno un’importanza superiore a quanto si possa immaginare, sperando che, al termine di queste, le urla dei tifosi siano di gioia oltreché, in un certo senso, liberatorie e scontate.