In un Olimpico con quasi 50 mila biglietti venduti, la Roma, nella sua città, nel suo stadio, nella sua arena, conquista i quarti di finale di Champions League dopo ben 10 anni.
Tenacia, caparbietà, determinazione, grinta e tanta tanta voglia di tagliare un traguardo così atteso da molto tempo.
Dopo il 2-1 dell’andata, lo Shakhtar har si presenta nella capitale italiana con qualche punto a favore. Alla Roma basta l’1-0 o vincere con due gol di scarto.

L’arbitro fischia l’inizio della gara e si assiste immediatamente ad una decisa ripartenza dei giallorossi che, dopo appena 20 secondi si propongono sotto porta con un tiro di Dzeko. Nulla di fatto. Gli ospiti spingono ma non spaventano gli uomini di Di Francesco, non intimoriscono la difesa ma soprattutto non creano alcun problema ad Allison.
Con Under non proprio in perfetta forma, la Roma, sulla fascia opposta a quella di Perotti, soffre un po’ rischiando anche il peggio.
Un primo tempo che si chiude con uno 0-0 per nulla soddisfacente per il pubblico romanista che vorrebbe di più dai propri beniamini.

Al rientro in campo le due squadre si mostrano esattamente come fatto nel primo e, vista la grossa posta in palio per la Roma, questa cerca di mettere in evidenza ogni qualità.
Al ‘52 su assist perfetto di Kevin Strootman, il numero 9 bosniaco si invola verso la porta avversaria e con un tempismo altrettanto perfetto lascia passare la palla tra le gambe dell’estremo difensore ospite. Un tunnel che spedisce la sfera direttamente in rete per la gioia dei giallorossi che, insieme alla panchina e allo stadio, esplodono in un’esultanza magica. A quel punto la Roma non può far altro che difendere il risultato che le permette il passaggio del turno.

Passano pochi minuti e Diego Perotti si ritrova tra i piedi una nitida palla per raddoppiare il risultato. Troppa poca forza nel tiro e dunque il punteggio resta sull’1-0.
Lo Shakhtar prova a reagire, cerca di ripartire, di affondare il colpo ma Allison non si impegnerà mai troppo durante tutto il resto della gara.
Ad un quarto d’ora dalla fine succede un po’ di tutto allo stadio Olimpico. Dopo un lancio che Nainggolan controlla in maniera egregia, Dzeko tenta l’eurogol dal limite dell’area, palla che però finisce di poco a lato tra lo sguardo incredulo di capitan Totti.
Poco più tardi, sempre il marcatore della serata, lanciato a rete, viene letteralmente atterrato dal numero 18 avversario e l’arbitro non può far altro che estrarre il cartellino rosso e spedire il difensore negli spogliatoi. Con un uomo in più, con un gol in più e con un sogno ancora intatto è tutto da difendere, la Roma mostra di esserci e di meritare la vittoria.
È circa l’80 quando, forse pieni di rabbia per quanto appena accaduto, due calciatori dello Shaktar spingono il raccattapalle facendolo praticamente catapultare a terra. Il pubblico si infervora, i giallorossi altrettanto ed è lì che si sfiora la rissa.
Nei minuti finali, nei quattro concessi dal direttore di gara, gli ucraini cercano di intrufolarsi davanti ad Allison ma nulla sembra essere dalla loro parte.

La serata è tutta completamente giallorossa e quando l’arbitro porta il fischietto alla bocca annunciando la fine, allora si, la Roma , come un vulcano, esplode. Erutta felicità da tutti, tutti i pori. Festeggia il gruppo, prendendosi il meritato riconoscimento del pubblico di casa. Festeggia mister DiFra che, da esordiente, non poteva chiedere di meglio. Festeggia la curva, lo spogliatoio e ogni angolo di città!
È ormai calata la notte su Roma e la città eterna, accompagnata da un forte entusiasmo, si addormenta sotto il segno di Edin Dzeko.
“È il nostro diamante e noi ce lo teniamo stretto” chiude così Alessandro Florenzi ai microfoni di Premium Sport.
Si chiude così la MAGICA serata di Roma. Ai quarti.

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