Cesare Zavattini: De Sica, Fellini, scrittore soggettista tv

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Cesare Zavattini è un commediografo, sceneggiatore e giornalista italiano del 1900. Inoltre, Zavattini è anche scrittore, poeta e pittore. Di fatto, nella cinematografia Zavattini diviene una figura di spicco, del nuovo realismo italiano, che esprime nei pensieri e nelle teorie.

Cesare Zavattini e la biografia

Cesare Zavattini nasce a Luzzara il 20 settembre 1902 e decede a Roma il 13 ottobre1989. La famiglia abita in provincia di Reggio Emilia ed i genitori sono Arturo ed Ida Giovanardi. Inoltre, Cesare frequenta le scuole elementari a Luzzara e gli studi liceali a  Bergamo, presso il ginnasio “Paolo Sarpi”. A fronte di ciò, Cesare raggiunge la provincia di Frosinone, dove studia al liceo classico “Conti Gentili”, per un periodo di tre anni. In seguito, Cesare frequenta i corsi universitari nella città di Parma, dove studia alla Facoltà di Legge.

Cesare Zavattini e la passione per la scrittura

Quando Cesare consegue la laurea a Parma diviene istitutore presso il “Convitto Nazionale Maria Luigia”, della città emiliana. Tuttavia, la passione per la scrittura accompagna Zavattini nella professione del giornalismo. Nel 1926, l’insegnante entra nel mondo della scrittura, dove esordisce sulla “Gazzetta di Parma”, attraverso un articolo sulla gita con gli allievi del convitto. A fronte di ciò, Zavattini conosce diversi letterati “solariani”, come: Ferrata, Vittorini, Montale, Borgese, Ungaretti.

Cesare Zavattini e l’attività giornalistica

Nel 1930, Zavattini decide il trasferimento a Milano, dove inizia la collaborazione con la casa editrice “Rizzoli”. Di fatto, Zavattini instaura diverse collaborazioni con riviste come: “Novella, Lei, Il Secolo Illustrato, Piccola, Cinema illustrazione”. Tuttavia, Zavattini crea la rubrica dal nome “Cronache da Hollywood,” in cui emerge la creatività nello sviluppo di corrispondenze immaginarie, dal mondo del cinema. A ragion per cui, lo scrittore utilizza diversi pseudonimi, per realizzare le corrispondenze creative nella rubrica. Nel 1934, Zavattini riceve la nomina di caporedattore, che esegue a tempo pieno. L’anno successivo, Zavattini diviene direttore responsabile. Allorché, lo scrittore dopo un anno, costituisce in collaborazione con Rizzoli il “Bertoldo”, ovvero una rivista satirica.

Direttore di Mondadori

Nel 1937, nascono delle incomprensioni tra la casa editrice e lo scrittore, che portano alla conclusione del contratto. A fronte di ciò, la casa “Mondadori” assume Zavattini come direttore editoriale di tutti i giornali. Lo stesso anno, Zavattini collabora con la rivista   “Marc’Aurelio” e poi con “Grandi firme”, che tramuta in settimanale. Nel 1938, Zavattini modifica “Grandi firme” in “Il Milione”, mentre collabora con Campanile nella direzione di “Settebello”. Nel 1939, Zavattini entra nella scrittura cinematografica, con le recensioni sul settimanale “Tempo”. A ragion per cui, lo stesso anno Zavattini lascia la direzione di Mondadori. Di fatto, lo scrittore mantiene il ruolo di direttore di “Settebello”, fino al 1940.

Lo stile letterario dello scrittore

Zavattini emerge nella scrittura attraverso lo stile narrativo, ironico, nella satira con “Parliamo tanto di me”. In realtà, l’autore conosce il successo in un periodo storico difficile. A fronte di ciò, la società domina il contesto letterario dello scrittore, che inserisce come elemento di critica del novecento. Inoltre, Zavattini scrive e riflette sul legame tra realtà e fantasia, che personifica come protagonista assoluto, nelle sue opere. Tuttavia, lo scrittore insegue l’umorismo, l’ironia e l’originalità, che a livello narrativo privilegiano la realtà, mentre offuscano la fantasia.

Il cinema e la distinzione nell’artista

Nel 1934, il settore cinematografico cattura l’interesse dello scrittore. A fronte di ciò,  Zavattini aggiunge alle attività letteraria e giornalistica, anche quella cinematografica. Di fatto, l’artista diviene soggettista e sceneggiatore. Nel 1939, Zavattini conosce Vittorio De Sica e dalla collaborazione nascono venti pellicole televisive, che divengono capolavori. Nel dettaglio, le opere cinematografiche divengono un simbolo del neorealismo e nascono: “Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano” ed altre. In realtà, le opere di Zavattini scalano la vetta del successo, per l’attività di rinnovamento del mondo cinematografico. Allorché, lo scrittore riflette sul cinema, che considera un’espressività artistica popolare ed  esprime attraverso il distacco dal mercato.

Collaborazioni cinematografiche

Zavattini esegue numerose collaborazioni con registi italiani e stranieri. A fronte di ciò, tra i registi figurano: Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti, Mario Camerini, Federico Fellini, Pietro Germi, Mario Monicelli, Dino Risi, Roberto Rossellini, Hall Balett, René Clément ed altri.  

Le opere cinematografiche

L’autore scrive diverse opere letterarie, di cui: “Darò un milione, San Giovanni Decollato, Una famiglia impossibile, Teresa venerdí, La scuola dei timidi, I bambini ci guardano, Questa pagina, La porta del cielo, Roma ore 11” ed altre.

Le opere letterarie

Tra le opere letterarie dello scrittore ci sono: “Parliamo tanto di me, I poveri sono matti, Una famiglia impossibile, Il tetto, Il giudizio universale, La riffa, Saturno contro la terra, Sul ponte, Al macero” ed altre.

La morte

Cesare Zavattini muore a Roma il 13 ottobre del 1989, all’età di ottantasette anni.

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