Cesare Tacchi e le foglie di boschi e giardini

L'artista realizza opere incentrate sui concetti di bosco e giardino

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Cesare Tacchi
Alla Galleria Z2o project di Roma la mostra dell'artista

Z2o project è lieta di presentare, sabato 19 febbraio, la mostra “Cesare Tacchi. Una casa di foglie e fogli”. L’esposizione è a cura di Daniela Bigi in collaborazione con l’Archivio dell’artista e sarà aperta a Roma fino al 9 aprile.


Le foglie cadute diventano poesie: dall’India a New York


Di cosa tratta la mostra di Cesare Tacchi?

La mostra propone un’immersione nel mondo pittorico dell’artista romano. Segue due dimensioni del pensiero che egli mise a fuoco dai primi anni Ottanta e sulle quali lavorò a lungo, il bosco e il giardino. Misterioso e simbolico il primo, razionale e progettabile il secondo. Due metafore care alla storia dell’arte e alla filosofia, ma che Tacchi elaborò in termini del tutto autonomi. Indagava il concetto di creativo e come intendere il linguaggio, questioni che rivestirono una specifica importanza nella sua poetica.

Il bosco e i misteri e il giardino

La curatrice del catalogo della mostra, Daniela Bigi, descrive le opere di Tacchi. “La selezione di opere segue uno dei sentieri che si profilarono nella sua ricerca, il bosco, contenitore di segreti. Luogo profondo nel quale l’artista poteva attivare il suo mondo di immagini, ma anche momento originario in cui prendevano forma e suono le parole. L’elemento primario del linguaggio verbale mediava i rapporti con la realtà tutta, compresa quella naturale. Parole che nella loro essenzialità si facevano ora oggetto ora immagine e trovarono un nido tra le foglie ordinate e ripetute del giardino. Un terreno di solitudine elettiva ove individuare e condividere la radice stessa dei nessi esistenziali.

Foglie e ornamenti

Le griglie ricorrenti di foglie, ora più disegnate e arabescate, più geometriche e stilizzate, diventavano nel frattempo reti di fogli. Con consapevolezza cristallina raccontavano dell’importanza dell’astrarre e del nascondere per meglio rivelare. Pattern silenziosi e controllati, simili alle tappezzerie degli anni Sessanta, esplicitavano l’irriducibile essenza concettuale del lavoro dell’artista. Quadri-oggetto e performance, progetti di ambienti e innumerevoli disegni fanno parte della ricca e coraggiosa produzione pittorica.

Le opere di Cesare Tacchi in mostra

Dalla figuratività simbolica di “Il pensare tra il fare (la miseria)”, il percorso a Z2o conduce alle iterazioni di “Fogliolinee nere e Fogliolinee bianche”. L’allestimento presenta poi per territori metafisici e visioni originarie e si risolve nel grande rosso del “Viaggio al termine della notte”. Un dipinto in cui foglie e fogli si ricompongono in una sintesi misteriosa e ragionatissima, nel campo di un quotidiano «esercizio obbligatorio».

Immagine da cartella stampa.