CESARE LOMBROSO E IL RAPPORTO TRA ESSERE E FISIOGNOMICA

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Museo Nazionale del Cinema di Torino e Museo di Antropologia Criminale dell’Università di Torino insieme per la mostra fotografica “I 1000 VOLTI DI LOMBROSO”

Dopo dieci anni dalla sua apertura nella nuova sede permanente di via Pietro Giuria, il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino, diretto da Silvano Montaldo, trova uno spazio idoneo per esporre una parte del suo cospicuo patrimonio fotografico e documentario, il Museo Nazionale del Cinema.

Cesare Lombroso mostra al museo Nazionale del Cinema di Torino
Torino, Museo Nazionale del Cinema, “I 1000 volti Lombroso”

La collezione lombroso vanta, infatti, oltre 6000 fotografie una parte delle quali è stata restaurata in occasione della mostra “I 1000 volti di Lombroso” che è stata ideata con la finalità di evidenziare come l’antropologo, medico e sociologo Cesare Lombroso sia arrivato a definire il rapporto diretto tra fisiognomica e comportamento deviante.

La mostra è divisa in 5 sezione tematiche cronologiche in cui fotografie, disegni, manoscritti, libri, riviste dell’epoca, calchi in gesso, manufatti realizzati da pazienti psichiatrici e strumenti scientifici dialogano tra loro per rendere l’argomento trattato leggibile da diversi punti di vista.

Tutto il materiale fotografico esposto venne raccolto da Cesare Lombroso tra il 1860 e il 1909 principalmente attraverso i suoi contatti con criminologi, medici legali e psichiatri.

Le fotografie venivano da lui sistematicamente catalogate e usate come documento da associare alle misurazioni antropometriche dei crani, ai disegni e agli studi biologici e psicologici del soggetto considerato.

SEZIONI DELLA MOSTRA

Prima sezione: “Immagine del folle e nascita dell’ antropologia criminale” in cui sono raccolte diverse tipologie di fotografie di malati psichiatrici tra cui una maschera mortuaria di un detenuto.

Maschera mortuaria in cera e gesso di un ladro, Parma, fine XIX secolo
Maschera mortuaria in cera e gesso di un ladro, Parma, fine XIX secolo. Già collezione Lorenzo Tenchini dal 1906 collezione Cesare Lombroso

Seconda sezione: “Brigantaggio, delitto politico, criminalità minorile”. Per avvallare la sua teoria sulla devianza Lombroso utilizzò anche fotografie di briganti dell’Italia post unitaria, soprattutto del Sud.

Terza sezione: “Donna delinquente” presenta fotografie di crani di prostitute, immagini scattate all’interno di bordelli, ritratti di prostitute napoletane e argentine e carte de visite di delinquenti russe. Lombroso e Guglielmo Ferrero, futuro genero, pubblicarono nel 1893 il primo trattato sulla delinquenza di genere. I due studiosi individuarono nella prostituzione la forma di delinquenza tipicamente femminile e sostennero l’inferiorità della donna rispetto all’uomo.

Dall'album "Delinquenti napoletane" fotografie segnaletiche di prostitute - ladre, ante 1906; donazione del criminologo Abele De Blasio a Cesare Lombroso
Dall’album “Delinquenti napoletane” fotografie segnaletiche di prostitute – ladre, ante 1906; donazione del criminologo Abele De Blasio a Cesare Lombroso

Quarta sezione: “Criminologia, razzismo, omosessualità” le foto segnaletiche qui presenti di criminali aborigeni, cubani, egiziani, ebrei, gitani, russi e tedeschi accanto a quelle di “pederasti”, “pervertiti”, “saffiste”e “terzo sesso” attestano il nesso tra criminologia e razzismo presente nelle teorie di Lombroso.

Quinta sezione: “Fotografia segnaletica e polizia scientifica” in cuisono esposte schede segnaletiche con fotografie identificative ed impronte digitali. Lombroso nel 1886 propose di applicare in Italia i metodi “esattamente governabili” delle scienze di indagini poliziesche. Il suggerimento venne accolto dal medico Salvatore Ottolenghi (Asti 1861 – Roma 1934), allievo dello stesso Lombroso, che introdusse in Italia dal 1895 tecniche d’investigazione scientifica e fondò nel 1897 con Giuseppe Alongi la “Rivista di Polizia Scientifica”.

Cartellino segnaletico - polizia scientifica -
Cartellino segnaletico del 1906 di Angelo Buffa. Realizzato su modello ideato da Salvatore Ottolenghi, allievo e assistente di Cesare Lombroso, il cartellino segnaletico univa la foto segnaletica con le impronte digitali.

ALCUNE NOTIZIE SU CESARE LOMBROSO

Esponente del Positivismo, CesareLombroso (Verona 1835 – Torino 1909) è considerato il padre dell’ antropologia criminale essendo stato il primo studioso ad avere tentato un approccio sistematico allo studio della criminalità.

Anche Sigmund Freud e Carl Gustav Jung si basarono su alcune ricerche di Lombroso per delle loro teorie della psicoanalisi applicata alla società.

Le ipotesi sulle categorie criminali, rivelatesi con il tempo non del tutto fondate, innescarono accese diatribe tra Lombroso e i colleghi, sino a quando nel 1882 venne radiato definitivamente dalla Società Italiana di Antropologia ed Etnologia.

Cesare Lombroso basava le proprie teorie sul concetto del criminale per nascita, ovvero l’origine del comportamento criminale era insita nelle caratteristiche anatomiche anomale dell’individuo. Tali anomalie fisiche determinavano l’inclinazione a delinquere della persona. Secondo Lombroso, quindi, la tendenza alla criminalità era una patologia ereditaria che, come tale, doveva essere trattata secondo un approccio clinico – terapeutico.

Soltanto negli ultimi anni della sua vita Lombroso considerò nella valutazione del comportamento criminale dell’individuo anche l’influenza dei fattori ambientali, educativi e sociali.

Mole antonelliana di Torino
Mole Antonelliana dal 2000 sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino

CHI SONO I CURATORI DELLA MOSTRA

Cristina Cilli, conservatrice e responsabile dell’Archivio del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino.

Nicoletta Leonardi, storica dell’arte e docente presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Silvano Montaldo, direttore scientifico del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino e docente presso l’Universo degli Studi di Torino.

Nadia Pugliese, borsista di ricerca presso l’Archivio del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino.

INFO: “I 1000 VOLTI DI LOMBROSO” dal 25 settembre 2019 al 6 gennaio 2020, Museo Nazionale del Cinema di Torino, piano + 5, via Montebello n. 20 – TORINO – [email protected] www.museocinema.it

SABATO 16 NOVEMBRE 2019 ALLE ORE 10,30 E ALLE 11,30 VISITA GUIDATA CON I CURATORI DELLA MOSTRA “I 1000 VOLTI DI LOMBROSO”. VISITA GUIDATA ABBINABILE AL MUSEO LOMBROSO.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA [email protected] [email protected]

Articolo aggiornato il 12/11/2019