Cesare Cremonini: “Nessuno Vuole Essere Robin” il nuovo singolo – Testo

A giugno quattro imperdibili concerti.

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Uscirà venerdì 23 febbraio in rotazione radiofonica “Nessuno vuole essere Robin”, il secondo singolo e nuovo singolo estratto dal disco “Possibili Scenari” di Cesare Cremonini.

Dopo “Poetica” che ha dato il via al nuovo capitolo musicale dell’artista, ora esce un nuovo brano e con queste parole Cremonini ne ha parlato: “Questa canzone è un flusso di coscienza personale, mi è esplosa fra le mani come una detonazione ininterrotta dall’inizio alla fine del brano”.

L’imbarazzo di una supplica, il timore malcelato di mostrarsi fragili, un cane da compagnia ormai più compagno che cane, sono alcuni dei segni strategici di un brano che non trattiene le parole, ma le innalza a pensieri e riflessioni universali sulle “contraddizioni di un’epoca in cui la legittima ricerca di sicurezza e di benessere personale coincide con la paura e la sfiducia nel prossimo”.

Nessuno Vuole Essere Robin – Testo

Come mai sono venuto stasera
Bella domanda
Se ti dicessi che mi manca il tuo cane, ci crederesti
Che in cucina ho tutto tranne che il sale, me lo daresti
C’ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
Fammi un’altra domanda
Che non riesco a parlare
Quel che vorrei dirti stasera è
Non ha importanza
È solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
Quando il cielo è silenzioso e mi nevica dentro
Se giurassi di dormire con te non toccarti, toccarti, toccarti

Ma certo, puoi dormire col cane
Sai quanta gente ci vive coi cani
E ci parla come gli esseri umani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire
Come treni che non hanno i binari
Ma ali di carta e quanti inutili scemi
Per strada o su Facebook che si credono geni
Ma parlano a caso mentre noi ci lasciamo
Di notte e piangiamo e poi dormiamo coi cani

Ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli
Tutti con il numero 10 sulla schiena
E poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu
Che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin

È certo che è proprio strana la vita ci somiglia
È una sala d’aspetto affollata e di provincia
C’è un bambino di fianco all’entrata che mi guarda
E mi chiede perché
Perché passiamo le notti aspettando una sveglia
Ci prendiamo una cotta per la prima disonesta
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba
E tu mi chiedi perché
Fammi un’altra domanda che non riesco a parlare

Sai quanta gente sorride alla vita e se la canta
Aspettando il domani, intanto i giorni che passano accanto
Li vedi partire come treni che non hanno i binari
Eppure vanno in orario
E quanti inutili scemi
Per strada o su Facebook
Che si credono geni
Ma parlano a caso
E mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
E poi dormiamo coi cani
Mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
E poi dormiamo coi cani

Ti sei accorto anche tu che siamo tutti più soli
Tutti con il numero 10 sulla schiena
E poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu
Che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin

Come mai sono venuto stasera
Come mai sono venuto stasera
Bella domanda

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