Cemento a base di sale: il progetto ambientalista degli Emirati Arabi Uniti

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I due architetti che stanno lavorando al cemento a base di sale.

Arriva dagli Emirati Arabi Uniti un progetto innovativo che, se dovesse concretizzarsi, darebbe un contributo significativo alla riduzione di emissioni inquinanti nell’atmosfera. Si tratta del cemento a base di sale al quale stanno lavorando due architetti che vivono a Dubai e che puntano a sfruttare al meglio le saline del territorio della penisola araba. Wael Al Awar e Kenichi Teramoto dopo aver sviluppato la loro idea green si sono rivolti a un team di studiosi delle università degli Emirati Arabi Uniti e del Giappone per dare maggiore solidità alla loro invenzione.

L’obiettivo dei due architetti è quello di utilizzare la salamoia prodotta dagli impianti di desanilizzazione presenti nella Federazione dei sette emirati. Hanno preso spunto dai sabkha, le imponenti distese di sale che si trovano proprio negli Emirati Arabi Uniti e che solitamente non vengono riutilizzate al meglio e risultano abbandonate a se stesse. Raggiunto dalla CNN, Al Awar ha spiegato che in passato quest’enorme distesa salina è stata utile per un progetto architettonico. Infatti ne sono stati ricavati degli imponenti blocchi in epoca medievale per erigere un’intera città, Siwa, che sorge in Egitto a pochi passi dalla Libia.

Le sabkha di Abu Dhabi.

Gli architetti però intendono intervenire in maniera meno invasiva per non alterare l’ecosistema dell’intera area. Il loro cemento a base di sale, infatti, punta a sfruttare i residui di salamoia. Gli Emirati Arabi Uniti, del resto, stando ad una relazione pubblicata dall’ONU nel 2019, producono un quindo della suddetta soluzione acquosa nel mondo: ciò accade perché, siccome lungo il territorio arabo scarseggiano i corsi d’acqua dolce, è stato costruito uno dei più grandi impianti di desanilizzazione dell’acqua marina. I rifiuti della salamoia però rappresentano un problema perché, se sversati in mare, rischiano d’intaccare l’ecosistema e la sopravvivenza degli animali.

Cemento a base di sale per combattere le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera

La salamoia è centrale nell’idea ecologista di Al Awar e Teramoto perché contiene una grande quantità di magnesio. Kemal Celik, assistente di ingegneria civile e urbana alla New York University di Abu Dhabi, ha rivelato di essere riuscito ad estrarre proprio del magnesio dalla sostanza liquida e grazie ad esso gli è stato possibile realizzare i primi prototipi del cemento a base di sale, i cui blocchi sono stati poi chiusi in una camera ad anidride carbonica utile per rendere più efficace e rapida la produzione. Successivamente questi campioni sono stati sottoposti a dei test di resistenza e rigidità sia presso gli Emirati Arabi Uniti che in Giappone, all’Università di Tokyo, dove hanno anche cercato di capire se in futuro sarà possibile utilizzare il materiale anche per il settore edilizio.

Al Awar, infatti, non ha nascosto che lui e Teramoto sperano che l’innovativo cemento a base di sale possa essere usato anche per costruire degli edifici come accade ad esempio con il tradizionale cemento di Portland formato da calcestruzzo. L’invenzione dei due architetti, nonostante faccia ben sperare soprattutto per un futuro sempre più green, non è esente da qualche difetto. È stato notato dagli esperti che la presenza del sale rischia di corrodere i rinforzi in acciaio, dunque bisognerà trovare una soluzione per unire al magnesio altre sostanze che vadano a mitigare quest’azione di corrosione.

Durante l’intervista rilasciata alla CNN, Al Awar ha svelato che il principale obiettivo suo e di Teramoto è quello di arrivare al più presto ad un’architettura che sia all’insegna della sostenibilità. Ritiene, infatti, che sia un dovere adoperarsi per aiutare il pianeta in seguito ai numerosi allarmi che stanno arrivando dalle istituzioni internazionali e dalle associazioni ambientaliste che stanno evidenziando come stiano diventando preoccupanti fenomeni quali le emissioni di anidride carbonica e i cambiamenti climatici.

Il bio-carburante del futuro viene dai fondi di caffè

I due architetti hanno ricordato che proprio il processo produttivo del cemento è tra quelli che generano le maggiori quantità di emissioni di carbonio nell’aria, e l’Agenzia internazionale per l’energia ha riportato che questo settore è responsabile del 7% del rilascio di CO2 nell’atmosfera.

Al Awar e Teramoto saranno alla Biennale di Architettura di Venezia.

Al Awar e Teramoto nel maggio del 2021 saranno in Italia. Entrambi infatti saranno presenti alla Biennale di Architettura di Venezia come curatori del padiglione degli Emirati Arabi Uniti e in quest’occasione mostreranno il loro cemento a base di sale. Hanno però già anticipato che sicuramente non si tratterà del progetto definitivo poiché sarà necessario ancora un po’ di tempo per completare la ricerca e valutare eventuali criticità del materiale ecologico. Si sono detti comunque «molto ottimisti» sulla buona riuscita del loro lavoro.

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