Cecilia Alemani: alla Biennale focus sull’arte pubblica

La curatrice dell'evento mette in campo le sue competenze per proporre una rassegna che valorizza l'aspetto civico della creazione

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Cecilia Alemani
Il presidente e la curatrice della Biennale di Venezia

L’esperienza nella progettazione di arte pubblica è valsa il ruolo di curatrice della Biennale di Venezia a Cecilia Alemani. La prima donna a cui è affidata l’organizzazione dell’evento, nel 2017 si è occupata dell’allestimento del Padiglione Italia.


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Chi è Cecilia Alemani?

Si è fatta un nome nel settore dell’arte contemporanea contribuendo ad eventi e mostre e valorizzando i talenti emergenti. I suoi progetti sono orientati a rendere la creatività fruibile e a misura di cittadino. Ha conseguito il master in Studi curatoriali e vive insieme al marito a New York dove collabora a numerose attività. Infatti, ha partecipato all’organizzazione di “Frieze art fair”, la fiera d’arte contemporanea. Si è poi occupata di “X Initiative” e “No soul for sale”, iniziative rivolte agli artisti. Nel 2018 ha curato la prima edizione di “Art Basel cities”, inserendo negli spazi urbani installazioni che danno valore al luogo e all’opera. Inoltre, dà il suo contributo al programma “High line plinth” che porta l’attenzione del pubblico sulla scultura monumentale e il suo significato civile. Così ha conosciuto Simone Leigh, autore di “Brick house”.

“High line art”

Il parco di New York che sorge sull’antica ferrovia è l’ambientazione in cui Cecilia Alemani imposta il suo lavoro. Negli ultimi dieci anni la curatrice ha commissionato ad artisti alcuni progetti site-specific, ideati per la location. Considerando la frequentazione dello spazio pubblico e le sue caratteristiche, ha contribuito a renderlo una galleria a cielo aperto. Quindi ha presentato i lavori di 200 talenti internazionali nell’area cittadina. Ora è in esibizione la creazione di Dorothy Iannone “I lift my lamp beside the Golden door”.

Cecilia Alemani e la Biennale di Venezia 2022

La direzione artistica della rassegna di arte contemporanea segue l’allestimento del Padiglione Italia all’evento 2017. Alemani ha accettato la nomina a curatrice della prossima Biennale con entusiasmo, bilanciato però da un senso di responsabilità. Nel dialogo con gli artisti ha trovato le idee per proporre un evento collegato alla situazione contingente. I grandi interrogativi dell’uomo nel momento attuale assumono un valore particolare che Alemani intende mettere in luce. Essere la prima donna ad organizzare l’evento è per lei una sfida che affronta con competenza e capacità critica.

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