Ceccobelli racconta Enrico Baj e l’arte del Novecento

Un artista racconta altri talenti, secondo le proprie impressioni

0
388
Ceccobelli racconta Enrico Baj
L'artista

Chi meglio di un artista può parlare di correnti espressive e definire tendenze e stili? Bruno Ceccobelli racconta Enrico Baj e altri talenti, ricordandoli per la genialità con cui osservano il mondo.


Bruno Ceccobelli: l’artista dell’Era dell’Acquario


In che modo Bruno Ceccobelli racconta Enrico Baj?

Descrivendo un incontro a Milano nel 1996 in occasione di una mostra alla galleria di Giorgio Marconi. La discussione tra i due verte sul sistema degli oggetti e sul fatto che anche molte persone siano considerate tali dalla società. Baj rifiuta la razionalizzazione dell’arte, ama sperimentare materiali diversi e conferisce alla sua opera un valore sociale. Negli anni Cinquanta è tra i promotori del Movimento nucleare che mette in relazione arte, scienza e tecnologia.

Pino Settanni e Giacomo Manzoni

Anche parlando di Pino Settanni, il pittore della fotografia, Ceccobelli si sofferma sul suo attaccamento agli oggetti. Infatti, quando ritrae alcuni dei personaggi più noti dell’arte e della cultura, Fellini, Moravia, Benigni, fa loro indossare accessori . Un modo per rappresentare il surreale quotidiano, le manie individuali. Poi l’artista incontra Giacomo Manzoni che accetta di farsi immortalare dall’esperto dell’obiettivo. Manzù è uno scultore che aderisce al movimento “Corrente” e realizza le figure dei “Cardinali” dalle forme piramidali. Bruno nota la sua ricerca nel rappresentare l’infinito con forme plastiche e allungate e astratte.

Ceccobelli e Giuseppe Guadagnucci

Bruno alla fine degli anni Novanti passeggia per le colline toscane, nei dintorni di Carrara e fa visita alla casa atelier dello scultore del marmo. Ceccobelli apprezza le sue opere dalle forme pure e gli accenti dell’arte francese che vi si vedono. Lo conquista la frase del maestro Guadagnucci: “L’arte è un modo di vivere, un modo di stare al mondo”. Una dichiarazione che mette l’esperienza creativa al servizio dell’esistenza, però migliorandola, abbellendola. Forse anche per la sua concezione dell’attività che ha scelto di svolgere nel 1983 ha ricevuto l’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des arts et des lettres.