Catania – Quartiere Santa Maria Goretti devastato dalla tromba d’aria

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Tetti scoperchiati, verande distrutte, automobili danneggiate, alberi caduti. I danni della tromba d’aria che ieri sera si è abbattuta sulla zona Sud di Catania sono tutti ancora ben visibili.

I cittadini tentano di pulire e sistemare, mentre i vigili del fuoco stanno eseguendo almeno una trentina di interventi di messa in sicurezza. Al Villaggio Santa Maria Goretti i problemi più gravi.

“Tenteremo di aiutare questi cittadini”, dice l’assessore alla Protezione civile Alessandro Porto. Ma molti immobili sono abusivi. “Non possiamo affrontare, in questo momento, spese così grosse”, dicono i residenti. Che faticano a trattenere la commozione.

Un uragano. Un terremoto. Il rombo dei motori di un grande aereo in fase di decollo. I residenti del Villaggio Santa Maria Goretti, nella zona Sud di Catania,  quando si sono affacciati alle finestre hanno visto una tromba d’aria, ieri sera, abbattersi sul loro quartiere.

Le tegole hanno cominciato a volare via dai tetti, le coperture di lamiera di alcune costruzioni irregolari vorticare nel cielo. Nella piazzetta del quartiere sono crollati i rami di alberi che non venivano potati da tempo. Qualcuno dei residenti sostiene siano anni.

L’allerta meteo diramata dalla Protezione civile era di colore arancione: assieme al nubifragio che ha allagato il capoluogo etneo e parte della provincia, le fortissime raffiche di vento si sono scaricate quasi tutte sulla zona dell’aeroporto di Fontanarossa e del quartiere che sorge proprio lì accanto.

I residenti temevano per gli allagamenti, annoso problema di tutta la zona. I torrenti ingrossati scorrono accanto alle abitazioni: sono alti, ma non hanno rotto gli argini. Così, nel rione popolare alla periferia della città, i danni stavolta sono arrivati inaspettati.

“È stato un cataclisma”, racconta un uomo di mezza età. Dalle prime ore del mattino, i cittadini sono in strada. Spazzano via pezzi di tegole, ripuliscono i giardini. Qualcuno copre con pesanti coperte di lana e teli di plastica i parabrezza delle auto, completamente spaccati.

“Io ho comprato casa da poco”, racconta un ragazzo che raccoglie i mattoni che si sono staccati dalla facciata di una veranda murata e trasformata in stanza. “In questo quartiere ci sono nato e cresciuto spiega. Io sono diventato proprietario, ma la maggior parte delle case da cui sono volati i tetti è dell’Istituto”. L’Istituto autonomo case popolari della Regione Siciliana.

Delle coperture delle palazzine basse è rimasto poco. Così come delle verande che hanno preso il posto di molti giardini. Un uomo ci aveva costruito una piccola casetta. Il tetto di lamiera è volato via. Una donna disabile, che non riesce a camminare, è chiusa dentro a una casa.

La porta è bloccata dalla tettoia che è crollata sul suo ingresso. La cucina, installata là sotto, è coperta di tegole spaccate. “Non è il periodo giusto per affrontare queste spese. Ogni famiglia, chi più chi meno, avrà subito almeno diecimila euro di danni”. Quasi tutti gli abitanti della zona, tra le più difficili della città, non riescono a trattenere le lacrime. “Mi sono tanto spaventato”, dice un anziano.

Alle otto arrivano i primi mezzi della Multiservizi, la società partecipata del Comune di Catania che si occupa delle manutenzioni. Tagliano i rami degli alberi crollati, liberano il cancello d’ingresso dell’abitazione di una donna chiusa dentro da ieri. Per la conta dei danni è ancora troppo presto.

“Ci interfacceremo con il presidente della Regione per capire come aiutare questi cittadini”, dice alla stampa l’assessore comunale alla Protezione civile Alessandro Porto. Il tema, però, è inoltre chi potrà essere eventualmente aiutato: molte delle costruzioni andate distrutte sono evidentemente abusive.

In fondo a una stradina stretta, una delle più devastate, un intero balcone è stato chiuso per formare un’altra stanza e il muro perimetrale arriva proprio a ridosso di uno dei canali. Non è a norma. C’è un salottino da esterno. Le finiture sono di pregio. “Chi c’è a norma al Villaggio Goretti? Non arrivano i soldi normali, figurarsi per gli abusivi”, risponde il cognato del proprietario. Su quella casa a crollare, assieme a una parte del tetto, sono state anche le telecamere di videosorveglianza che ne controllano il perimetro.

Dall’inizio delle piogge, nel pomeriggio di ieri, i vigili del fuoco fanno sapere di avere eseguito oltre un centinaio di interventi in tutta la provincia catanese. Stamattina solo a Sud di Catania ce ne sono in corso una trentina. Il cimitero di Acquicella, negli stessi luoghi, è stato temporaneamente chiuso per motivi di sicurezza. Alla zona industriale le coperture di alcuni capannoni sono saltate e i mezzi di lavoro all’interno sono danneggiati, spiegano dal municipio.

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