Castiglia, Politiche 2018: per “rialzarsi” serve forza di volontà, unione e meritocrazia

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L’Assessore provinciale ai trasporti, Gaetano Castiglia fa un’analisi delle elezioni politiche 2018 all’indomani del voto del 4 marzo. Per “rialzarsi” serve forza di volontà e meritocrazia. Ma soprattutto, più unione a partire dalla base.

TARANTO – All’indomani delle elezioni politiche 2018 che hanno visto la ricomposizione delle camere parlamentari, l’assessore ai trasporti della Provincia di Taranto, Gaetano Castiglia propone una sua analisi del voto del 4 marzo. L’assessore Castiglia comincia la sua riflessione chiedendosi: “come interpretare il voto del 4 marzo, se non come la vendetta del cittadino comune?”.

Per l’assessore ai trasporti, che muove dalla fila del centrodestra, “il Sud, è stato dimenticato da tutti i partiti tradizionali, che hanno meritato questo risultato per le modeste risposte che hanno saputo dare ai loro territori, da anni ormai, ogni giorno.”

Non può bastare “il frenetico attivismo manifestato poco prima del voto” tramite gli incontri con i cittadini, manifestazioni, promesse e mezze verità. “Non è, infatti, bastato a convincere la gente, anche perché troppo tardivi”.

Castiglia bolla la campagna elettorale portata avanti in queste politiche 2018 come “bruttissima, contraddistinta da insulti, povera di contenuti, dove molti candidati hanno cercato di vendere il proprio prodotto come in un mercato rionale”.

Sono questi i motivi per cui l’assessore auspica che ora “si torni a parlare di politica seria, con persone serie. Ascoltando la gente e standole vicino nel bisogno e con concreta solidarietà. Perché il futuro immediato è pieno di incognite e di paure. Si ha la sensazione, infatti, che qualsiasi scelta venga fatta ora non basti ad evitare la deriva”.

Poi Castiglia passa ad analizzare il voto guardando ai risultati portati a casa dal centrodestra, a Taranto e in provincia, descrivendoli come “buoni”, nonostante tutto.

“Per quanto riguarda poi i risultati elettorali conseguiti dal centrodestra a Taranto e in provincia, benché buoni visto il contesto, resta in primo piano il principio che se qualsiasi scelta non verrà più condivisa con la base, semplicemente non ci sarà più una base”, e di conseguenza, un appoggio da parte dei cittadini che non si sentiranno più rappresentati dagli esponenti dei partiti.

Il rischio è quello di allontanarsi, “perché – prosegue Castiglia – se tali scelte continueranno a essere fatte altrove, questo sarà fatale per l’aggregazione dal basso”. E riferendosi alla neo eletta Labriola, la classifica come: “candidata che nessuno di noi ha mai visto e sentito in questa competizione”.

“Stesso discorso – conclude l’assessore provinciale – vale per Elio Vito e Michele Boccardi, tanto per fare altri esempi. Con queste scelte incomprensibili, molti di noi sono già andati via e altri lo faranno, perché non si crede più nel lavoro che si fa e, soprattutto, nella meritocrazia che invece dovrebbe essere elemento propulsivo, necessario per riconquistare la fiducia della gente”.

Per Gaetano Castiglia la formula vincente che risanerà le ferite del centrodesta risiede in una maggiore meritocrazia di chi vive il suo territorio a partire dalla base sociale, rappresentata dei cittadini.

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