Si è tenuta ieri pomeriggio presso il Palazzo della Cultura di Massafra (TA), una conferenza d’informativa pubblica inerente il “Progetto Esecutivo per lavori di restauro e risanamento conservativo del castello di Massafra”.

Erano presenti il Sindaco Fabrizio Quarto, l’Assessore all’Urbanistica Paolo Lepore, il neo nominato Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Semeraro e il progettista architetto Nicola Simone.

Il progetto nasce dall’idea dell’amministrazione di candidare Massafra ai finanziamenti POR FESR PUGLIA 2014 – 2020, Asse VI – “Tutela e Promozione delle Risorse Culturali e Naturali”.

Informativa pubblica

La conferenza di ieri ha toccato gli interventi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale del sito scelto per essere candidato.

Il progetto prevede il restauro e il risanamento conservativo del castello di Massafra finalizzato all’ampliamento della biblioteca esistente, quale modello evoluto di biblioteca in grado di offrire servizi innovativi per la promozione della lettura e della cultura.

L’intervento del sindaco Quarto

Dopo il saluto del sindaco, l’Avv. Fabrizio Quarto, dell’Assessore all’Urbanistica Lepore e del neo assessore ai Lavori Pubblici, l’Ing. Semeraro si è entrati nel tema specifico della serata: il programma di restauro del castello medievale di Massafra.

Il progetto è stato curato dall’architetto Nicola Simone, altamurano e cha studiato con il Prof. Mauro Civita, già incaricato di restaurare il castello tempo fa e che ora si ritrova a “riprendere” l’opera del maestro.

Un progetto di restauro nasce sempre dalla conoscenza. Per poter procedere alla redazione del progetto è innanzitutto fondamentale “conoscerne – spiega l’architetto – la storia, conoscere il lasso di tempo che va dall’ultimo restauro ad oggi e infine lo stato dei luoghi in cui versa il castello”.

E’ necessario far presente che solo un’ala del primo piano del castello è attualmente utilizzata. Prima di cominciare lo studio del progetto si è dovuto analizzare lo stato di degrado Si è fatto un rilievo materico del degrado, un rilievo quadro fessurativo e un rilievo dello stato dei luoghi. Oltre al rilievo fotografico. Queste analisi hanno trovato la presenza di numerose infiltrazione, utilizzo di lamiere, presenza di guano di pipistrelli e presenza di serpenti. Anche l’ala Nord del castello versa in condizioni di abbandono.

Il restauro sarà fatto sull’intero primo piano, sia della parte che è già adibita a biblioteca, che nell’altra ala, ad oggi inutilizzata.

L’obbiettivo è quello di ampliare l’attuale biblioteca in un “modello evoluto” di biblioteca che sarà fruibile da tutti, con annessi servizi innovativi per incentivare lettura e cultura. Si tende a voler sviluppare una “Library 2.0” e portarla a diventare una “community library” che diventi punto di aggregazione cittadina.

Dopo brevi cenni storici sui recenti e principali interventi di ristrutturazione, l’architetto Simone ha specificato che non si tratta solo di creare “una biblioteca dove prendere un libro” e andar via ma di valorizzare e rendere fruibile una struttura di grande rilevanza storica, di implementare la godibilità dello spazio molto ampio del castello e, obbiettivo non secondario, rivitalizzare la zona del centro storico.

Ingresso biblioteca

“Spesso si sente dire che non ci sono soldi”, ammoniva all’inizio della conferenza, l’assessore Semeraro, ma queste “ristrettezze e vincoli di bilancio non devono incidere negativamente sulla visione propositiva dell’amministrazione” Gli interventi di restauro riguarderanno il consolidamento estradossale delle volte, l’impermeabilizzazione del manto di copertura e il riposizionamento della pavimentazione precedentemente rimossa. Sarà ripristinata la continuità muraria e si interverrà sulla messa a norma e la realizzazione di nuovi impianti elettrici e meccanici.

Previsti anche interventi per l’ampliamento e il potenziamento dell’attuale biblioteca. Il cortile interno, preposto a parte introduttiva e terminale della visita al castello, verrà fornito di un vero info point per utenti, cittadini e turisti. Dopo l’azione prevista dal progetto, si avrà una reception, un’aula didattica e una biblioteca didattica per ragazzi, sale multimediali/museo. Tutte le sale ora non utilizzate saranno riconvertite in sale lettura/consultazione provviste di librerie modulari sulle pareti con tavoli alla “Minority Report”.

Una parte interessante del nuovo progetto riguarda la sala esperienziale pensata per i più piccoli. Ci sarà un grande touch screen. I bambini potranno ascoltare dei racconti speciali grazie ad un’esperienza immersiva “call to action” che darà vita, grazie alla computer grafica, ai disegni dei bambini trasformandoli in animazioni che narreranno ai più piccoli la storia di Massafra.

La Polemica

Giungiamo ora al punto più dibattuto e che ha creato numerose polemiche da parte dei cittadini nei confronti dell’amministrazione, spaccando l’opinione pubblica sulla questione: l’antica cappella di San Lorenzo.

Vito Miccolis, PD Massafra

Nel progetto è previsto che diventi un caffè letterario/bookshop e bar/caffetteria.

L’architetto: “Sarà un luogo di socializzazione culturale. Al suo interno si terranno presentazioni di libri.”

Ultima difficoltà: due scale per rispettare le normative e soddisfare le procedure dei vigili del fuoco. “Non si inciderà sulle parti di interesse archeologico del castello” ci tiene a precisare l’architetto Simone. “Non verrà toccato nulla dell’esistente”.

Al termine della relazione dell’architetto si è avuto un momento di confronto dove si è dato spazio agli interventi dei presenti.

Vito Miccolis, esponente di spicco PD locale ha espresso alcune considerazioni di carattere politico. “Se c’è un grande malato della città, è il castello medievale”. Miccolis non ha gradito che il tecnico scelto per redigere il progetto di un bene massafrese sia una persona esterna alla città, nella convinzione che un cittadino avrebbe dato più rilievo ad un bene della cui storia si sarebbe sentito partecipe.

Inoltre chiede “da chi sarà gestito il monumento dopo che la convenzione che tiene i funzionari regionali – unici “abitanti” del sito – nel castello sarà scaduta?”. “Massafra si disgrega in tanti piccoli contenitori culturali in posti diversi, che dividono invece di unire” prosegue Miccolis, “inoltre, riadattare un chiesa in un bar, è inconcepibile”. “Non c’è la valorizzazione del castello nella parte sottostante e di piano terra, lì dove ci sono numerose grotte che ne minano la sua stabilità. Problemi di staticità. Non ci sarà inoltre il restauro degli affreschi delle numerose nicchie presenti nel castello.”

Secondo il politico massafrese per attirare il turismo c’è bisogno di mettere in risalto l’unicità del nostro territorio: l’habitat rupestre. “Plaudo all’iniziativa – conclude – ma dal punto di vista politico non posso essere d’accordo”.

Anche Giulio Mastrangelo, presidente dell’ArcheoClub d’Italia – Massafra interviene partendo dal criticare i cenni storici inseriti nel progetto che mancherebbero dell’effettivo riscontro storico. “Che fine farà – chiede Mastrangelo – il Museo del vino e dell’olio promosso dal prof. Caprara? E gli affreschi della cappella di San Lorenzo?”

Molti altri cittadini intervenuti in conclusione di serata hanno richiesto più coinvolgimento, anche se non esclusivamente, di tutti i professionisti del territorio nell’ambito dei progetti inerenti i beni storici della città.

1 COMMENT

  1. Concordo in pieno con quanto detto dall”avv.l Miccolis e dall’avv. Mastrangelo.
    Aggiungo che sarebbe stato meglio dare priorità al consolidamento e bonifica della struttura.

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