Cassa integrazione e blocco dei licenziamenti: le novità

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Nessuno verrà lasciato solo ma accompagnato nella perdita di un lavoro ad uno nuovo”. Queste sono le parole rilasciate del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, durante un’intervista su Rai Radio1. Il ministro ha toccati vari argomenti ormai cari a tanti italiani, vediamoli insieme.

Cassa Integrazione verso la proroga?

Partiamo dalla cassa integrazione: il ministro ha confermato che arriverà fino a giugno. Mentre per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti, verrà prorogato fino a ottobre per le piccole imprese. Orlando ha spiegato che la Cassa Integrazione per i lavoratori che non hanno la ordinaria finirà quando gli ammortizzatori sociali saranno estesi a tutti. Un lavoro che porta avanti con le parti sociali e pensa di concludere entro fine ottobre.


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Reddito di Cittadinanza

Parlando del Reddito di Cittadinanza ha riconosciuto il fatto che tutto sommato ha reso la crisi sociale pandemica meno grave, però ammette che “vanno rivisti alcuni elementi che hanno creato distorsioni. Oltre a combattere chi non ha titolo per riceverlo […] la platea va allargata a situazioni che attualmente non sono tutelate.”

Il blocco dei licenziamenti

Il blocco in vigore da un anno, sarà prorogato ancora rispetto alla scadenza del 31 marzo, e troverà spazio nel prossimo decreto Sostegno. La nuova data dovrebbe essere fissata presumibilmente per il 30 giugno e verrà applicato a tutti. Uno dei nodi cruciali da sciogliere è sicuramente il problema “piccole imprese”, che attualmente non hanno la tutela della Cig ordinaria. “Andiamo nella direzione di una proroga del blocco dei licenziamenti. Che però nel caso dei lavoratori che dispongono di strumenti ordinari sarà legata a un termine che sarà definitivo. Per coloro non coperti da strumenti ordinari sarà agganciata alla riforma degli ammortizzatori sociali”.

Ricapitolando

In poche parole: per le grandi e medie imprese il prossimo blocco dovrebbe essere definitivamente l’ultimo. Mentre resta di vitale importanza la riforma degli ammortizzatori sociali, su cui è già in corso il confronto con le parti sociali. Il ministro punta a un “accesso più rapido” e un “estensione della protezione”, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’impresa.


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