Caso Ream: la sindaca di Torino condannata a sei mesi

0
552
Chiara Appendino
Chiara Appendino

Caso Ream di nuovo al centro dell’attenzione. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a sei mesi, con sospensione condizionale della pena, per falso bilancio e assolta dalla contestazione di abuso d’ufficio.

Chiara Appendino condannata a sei mesi per la vicenda Ream

La sentenza che potrebbe far virare la nave guidata dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino, riguarda il caso Ream. Secondo la Procura, infatti, il Comune di Torino non avrebbe inserito nel bilancio del 2017 i cinque milioni di euro versati come caparra dalla società Ream, che durante l’amministrazione guidata da Piero Fassino si era interessata alla riqualificazione dell’ex area Westinghouse. Appendino, appartenente al Movimento 5 Stelle, è stata così condannata in primo grado a sei mesi, per falso ideologico in atto pubblico. “Porto a termine il mandato da sindaco, ma mi autosospendo da M5S”. Queste le parole della sindaca che, dopo la notizia della condanna, ha fatto fede al codice etico dei Cinque Stelle. Tuttavia, Appendino è stata assolta dall’accusa relativa al bilancio del 2017 e da quella di abuso di ufficio. Quest’ultimo, in caso di condanna, avrebbe previsto la sua decadenza da sindaca.

I fatti risalenti al 2012

Le indagini relative al caso Ream avevano preso il via nel luglio del 2017. La vicenda giudiziaria era legata all’ex area industriale Westinghouse, poco distante dal centro della città e per la quale c’è un progetto di rinnovamento. Nel 2012, una partecipata di Fondazione CRT, Ream, versò al comune una caparra di cinque milioni di euro. Negli anni seguenti, si decise di affidare il progetto ad altri. Il comune, quindi, avrebbe dovuto restituire i cinque milioni a Ream, ma la somma non fu mai né versata, né segnalata nel bilancio. Il presunto abuso d’ufficio si sarebbe concretizzato in un vantaggio politico che la sindaca avrebbe ottenuto dall’operazione. Tuttavia, per i legali dell’Appendino, se c’è stato un errore nel calcolo di bilancio, quest’ultimo risalirebbe al 2012 e, cioè, all’epoca della giunta Fassino.